Grigioni

Carenza di manodopera preoccupa le imprese del cantone dei Grigioni

Sondaggio su 324 aziende: carenza soprattutto di personale qualificato, forte il desiderio di ridurre la burocrazia e mancano terreni edificabili

8 giugno 2026
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L'associazione di categoria dell'economia retica - che comprende l'Unione Grigione Arti e Mestieri, la Camera di Commercio e HotellerieSuisse Graubünden - ha condotto un sondaggio presso le imprese con sede nel cantone. La maggioranza giudica l'attuale situazione economica buona o molto buona. La carenza di manodopera rimane la sfida più grande.

Al sondaggio, svolto dal 24 aprile al 13 maggio, hanno partecipato in totale 324 aziende. Ciò corrisponde a circa il 10% di tutte le imprese con più di dieci collaboratori.

I risultati dell'analisi mostrano che, malgrado le preoccupazioni per la ricerca della manodopera, la situazione è leggermente migliorata. Secondo il 44% degli intervistati, la sfida nel trovare abbastanza personale qualificato è grande o molto grande. Nel 2022, la percentuale si attestava al 62%.

Stando a una nota odierna, la carenza più grande riguarda i collaboratori qualificati. Le persone con una formazione superiore e specializzata sono più ricercate rispetto agli anni precedenti, seguite dai giovani apprendisti, dai dirigenti e dai lavoratori non qualificati. Tra le principali sfide figurano il contesto politico (41%) e la situazione economica (35%).

Desiderio di ridurre la burocrazia

Per quanto riguarda le condizioni politiche generali, il desiderio di ridurre la burocrazia (69%) e di migliorare la pianificazione territoriale e il regime delle autorizzazioni edilizie (49%) è ancora molto forte.

Un altro tema importante concerne la disponibilità di terreni edificabili e di aree di utilizzo. Il 56% delle imprese afferma di riscontrare difficoltà nel trovare terreni edificabili o aree in affitto adatte. Per il 47% delle imprese, la disponibilità limitata di tali terreni ostacola lo sviluppo aziendale.

Secondo i risultati del sondaggio, le aziende si trovano in buona salute. Il 75% delle imprese giudica la propria situazione attuale buona o molto buona. Due terzi si aspettano uno sviluppo stabile fino alla fine del 2026, il 15% prevede un miglioramento, mentre solo il 3% prevede un peggioramento.

Differenze a seconda del settore

I dati variano notevolmente a seconda del settore. "La situazione economica attuale è giudicata particolarmente positiva dalle imprese nel settore edile, finanziario e immobiliare, nonché da quelle del settore turistico", recita il comunicato. L'industria manifatturiera, il commercio al dettaglio e il settore dell'automobile hanno invece dato un giudizio più cauto.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni