Il piano propone di non mantenere tutti i reparti nascite per garantire sicurezza ostetrica, affrontare la carenza di personale e gestire costi di 10–20 milioni/anno
Il Dipartimento grigionese di giustizia, sicurezza e sanità ha presentato oggi le nuove linee guida per organizzare la futura assistenza sanitaria. Fra le misure c'è la proposta di non mantenere in funzione tutti i reparti maternità.
Ad oggi si contano dodici regioni sanitarie e undici ospedali nel Canton Grigioni: l'Ospedale cantonale a Coira, che funge da centro ospedaliero; i nosocomi di Davos, Ilanz, Samedan, Schiers e Thusis ricoprono il ruolo di centri regionali. Infine, a Savognin, Scuol, S. Maria in Val Monastero, Poschiavo e Promontogno si trovano dei centri sanitari che garantiscono l'assistenza sanitaria di base. Solo in alcuni dei nosocomi esiste un reparto maternità, e la situazione potrebbe ancora cambiare. Le nuove linee direttive, elaborate da un gruppo di esperti e presentate oggi a Coira, raccomandano infatti di non mantenere tutti i reparti nascite.
Malgrado ciò, l'assistenza sanitaria dovrebbe rimanere decentralizzata. "Nell'ambito dell'ostetricia, si tratta di garantire la sicurezza delle gestanti in tutto il territorio cantonale", scrive oggi il Cantone in un comunicato. Da un lato occorre tenere adeguatamente conto dell'esigenza delle giovani famiglie e delle future famiglie di disporre di assistenza vicino al luogo di domicilio. D'altro lato occorre garantire il massimo livello possibile di sicurezza e qualità, nonché tenere conto della carenza di personale specializzato e di un'adeguata esperienza professionale delle levatrici, continua la nota.
Le linee guida, elaborate lo scorso anno, servono a organizzare l'assistenza sanitaria dei prossimi dieci anni. Esse costituiscono la base per la pianificazione ospedaliera, che dovrebbe entrare in vigore nel 2028.
Per attuare le nuove linee guida il Cantone ha definito cinque campi d'azione, che toccano vari ambiti: dallo sviluppo di modelli di assistenza integrati alla formazione del personale, dallo sfruttamento di sinergie allo sviluppo di piattaforme digitali congiunte.
La messa in pratica di questi obiettivi prevede adeguamenti legislativi e prestazioni sanitarie supplementari da parte del Cantone. "A seconda dell'organizzazione, questi costi variano dai 10 ai 20 milioni di franchi all'anno per i prossimi dieci anni", scrive ancora il Dipartimento.