Da metà maggio i richiedenti dovranno dichiarare eventuali precedenti penali o procedimenti in corso. Lo ha indicato il Consigliere di Stato Peter Peyer

Il Canton Grigioni ha deciso di modificare la prassi per il rilascio dei permessi di dimora, in risposta alla presenza di individui legati alla camorra e alla ‘ndrangheta a Roveredo. A partire da metà maggio, i richiedenti dovranno infatti dichiarare eventuali precedenti penali o procedimenti in corso. "Queste indicazioni potranno dare adito a ulteriori accertamenti, come ad esempio la richiesta dell'estratto del casellario giudiziale. In caso di dubbi fondati possono confluire nel giudizio materiale e motivare una decisione negativa", ha spiegato oggi il Consigliere di Stato Peter Peyer (Ps), rispondendo a una domanda del granconsigliere, nonché sindaco di Grono, Samuele Censi (Plr). Chi fornirà informazioni false, rischia il ritiro del permesso.
La questione è stata sollevata durante l'ora delle domande in Gran Consiglio: il deputato liberale aveva infatti chiesto chiarimenti sullo scambio di informazioni tra i Grigioni e altri cantoni, in particolare il Ticino, e su eventuali adeguamenti della prassi per i casi con legami alla criminalità organizzata. Chiarimenti che erano stati richiesti a seguito dell'arresto di quattro persone legate alla camorra e alla ’ndrangheta, avvenuto a fine febbraio durante un'operazione internazionale contro il traffico di stupefacenti e il riciclaggio di denaro. Secondo Censi, questo cambio di prassi va nella giusta direzione: "Ovviamente bisogna credere nella buona fede di chi fa questa autodichiarazione", ha detto a Keystone-Ats. "Sono convinto che la comunicazione fra i Cantoni e i vari uffici cantonali non è stata esemplare. Lì bisogna migliorare". Per chiarire le domande ancora aperte il granconsigliere ha deciso di depositare un'interpellanza al Governo, firmata anche da altri parlamentari.
Inoltre a metà maggio è prevista una riunione a Roveredo fra i rappresentanti dei Comuni del Moesano, collaboratori dell'Ufficio del registro di commercio, la Procura pubblica e la Polizia cantonale grigionese. Al centro dei colloqui vi sarà in particolare le modalità di verifica dell'attività operativa di società giuridiche. "L'obiettivo è evitare che le imprese stipulino contratti di lavoro allo scopo di ottenere permessi di dimora", ha spiegato Peyer. "Gli incontri previsti e il coinvolgimento dei Comuni sono sicuramente una buona soluzione", ha commentato Censi. A metà giugno è poi previsto un ulteriore incontro fra le forze dell'ordine del Canton Grigioni e del Canton Ticino. Il Dipartimento di Peter Peyer sta inoltre valutando la possibilità di istituire un gruppo di lavoro con diversi uffici cantonali. L'obiettivo è di sondare il margine di manovra per individuare, impedire e contrastare la criminalità organizzata nel Canton Grigioni.