A Maienfeld sostegno unanime dei delegati Udc per la proposta di un tetto a 10 milioni entro il 2050; approvata anche la revisione del servizio civile

Un consenso unanime per l'iniziativa ‘No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)’ è scaturito dall'odierna assemblea dei delegati dell'Udc, tenutasi a Maienfeld (Gr). Il testo, promosso dal partito stesso e su cui si voterà il 14 giugno, è stato accolto senza opposizioni.
I presenti si sono espressi compatti per l'iniziativa, con 396 voti a favore su 396, ha detto a Keystone-Ats il vicesegretario generale del partito, Peter Keller. La giornata nei Grigioni era interamente dedicata alla prossima tornata di votazioni federali, con particolare attenzione alla proposta che vuole fissare un tetto massimo all'immigrazione, oggetto di svariati interventi.
Essa esige un controllo rigoroso, affinché la popolazione residente permanente non superi i 10 milioni entro il 2050. Il Consiglio federale e il Parlamento dovrebbero adottare misure non appena oltrepassata la soglia dei 9,5 milioni. Ad esempio, le persone ammesse a titolo provvisorio non potrebbero più ottenere un permesso di soggiorno o di dimora. Se i provvedimenti non fossero sufficienti, il passo successivo sarebbe rescindere i trattati internazionali, come l'accordo sulla libera circolazione delle persone con l'Unione europea.
Non è vero che la Svizzera deve la sua prosperità alla libera circolazione, ha affermato Thomas Matter, uno dei vicepresidenti del partito. Da quando questa è stata introdotta, la crescita del prodotto interno lordo pro capite è stata inferiore di un terzo rispetto a quanto avveniva in precedenza, ha aggiunto il consigliere nazionale zurighese, preannunciando una ‘campagna intensa’. La sua collega grigionese alla Camera del popolo, Magdalena Martullo-Blocher, a sua volta vicepresidente, ha invece pronosticato che il nuovo pacchetto di accordi tra Berna e Bruxelles farà ‘esplodere’ l'immigrazione dall'Ue.
I delegati democentristi si sono occupati anche del secondo dossier in agenda per l'appuntamento con le urne di metà giugno, ovvero la modifica della legge sul servizio civile. La revisione, sulla scorta di quanto deciso già ieri dai vertici dello schieramento, è stata anch'essa approvata.