Il Canton Grigioni ha chiuso il 2025 con un'eccedenza di spesa pari a 218,5 milioni di franchi. Il disavanzo è da ricondurre al versamento di 200 milioni nel finanziamento speciale previsto dalla seconda tappa del Piano d'azione "Green Deal".
Con tale elargizione volta a finanziare misure per la protezione del clima il Governo grigionese ha ridotto di proposito il capitale proprio liberamente disponibile, informa il Dipartimento delle finanze e dei comuni in un comunicato odierno. Alla fine del 2024 esso ammontava a 927,4 milioni di franchi; ora invece a 666,5 milioni.
Se non si considera il finanziamento speciale, i Grigioni chiudono il 2025 con un disavanzo di 18,5 milioni. A fine 2024 il Governo aveva preventivato un'eccedenza di spesa di 90,5 milioni di franchi. "È la prima volta dal 2016 che il risultato è negativo", ha spiegato stamattina il ministro delle finanze retiche, Martin Bühler (PLR), in conferenza stampa.
"Anche senza questo versamento unico risulta però evidente che le entrate non riescono più a tenere il passo con le uscite", scrive oggi l'esecutivo cantonale. In concreto crescono "in modo significativo" i contributi nel settore sociale e sanitario.
"L'aumento più consistente in termini percentuali riguarda la riduzione individuale dei premi della cassa malati", ha spiegato il capo dell'Amministrazione cantonale delle finanze, Raphael Pfiffner. Negli ultimi tre anni sono passati da 115 a 150 milioni di franchi. Anche i contributi a ospedali e cliniche sono cresciuti, nel giro di un anno di 18 milioni di franchi.
Gli investimenti lordi raggiungono nuovamente un valore record a quota 457,9 milioni di franchi, quasi una quarantina in più rispetto al 2024.
Le entrate però diminuiscono: il gettito fiscale cala di 33,4 milioni di franchi, la perequazione finanziaria nazionale di 8,9 milioni e i canoni d'acqua si attestano a un valore inferiore del 30% rispetto al livello record raggiunto nel 2024. Pure i buoni di partecipazioni alle azioni di Repower e alla Ems-Chemie sono calate. Da Berna arriva però un versamento dalla Banca nazionale svizzera di 56,7 milioni di franchi.
Una panoramica sugli ultimi tre anni contabili (dal 2022 al 2025) mostra che le spese sono aumentate di quasi un quinto, mentre le entrate sono progredite solo dell'1,6%. Nel 2025 le spese sono salite del 4,6%, le entrate invece sono diminuite dell'1,2%. Ciò è riconducibile alla riduzione di 5 punti percentuali del coefficiente cantonale d'imposta per le persone fisiche.
Lo sviluppo sembra confermarsi anche per l'anno in corso. Per il 2026 è atteso un deficit di 60 milioni di franchi, che verrà coperto - di nuovo - tramite il capitale proprio liberamente disponibile.
Malgrado l'evoluzione della situazione finanziaria, il Consigliere di Stato ha sottolineato più volte che non si parla di pacchetto di risparmio, bensì di un uso consapevole delle risorse a disposizione e di una crescita sostenibile delle spese.
La segretaria delle finanze, Bettina Simioni, ha mostrato un esempio concreto: la legge sulla formazione professionale superiore che prossimamente verrà discussa in Gran Consiglio. Il Governo può decidere quanto il progetto di legge debba costare, anche se poi l'ultima parola spetta al Parlamento.
Bühler ha assicurato che ad oggi i grandi investimenti, come ad esempio il nuovo campus della Scuola universitaria professionale dei Grigioni, saranno portati a termine.