Axpo ha investito 8 milioni di franchi nelle riparazioni rese necessarie dopo gli importanti danni subiti nel giugno 2024

A un anno e mezzo dall'alluvione che il 21 giugno 2024 aveva duramente colpito la Mesolcina, grazie a riparazioni costate 8 milioni di franchi è tornata pienamente operativa la centrale elettrica di Grono attiva sin dagli anni 60 e fino ad allora mai toccata da un disastro di tale portata. Il maltempo aveva gravemente danneggiato l'impianto allacciato alla sovrastante diga della Roggiasca. La società Axpo, titolare, in un comunicato stampa specifica che le altre cinque centrali idroelettriche gestite in Mesolcina avevano subìto solo danni lievi ed erano state rimesse in funzione dopo pochi giorni d'interruzione. Grazie al parco di centrali elettriche di cui Axpo dispone, “è stato possibile compensare relativamente bene le perdite di produzione”.
In un nostro servizio pubblicato l'11 ottobre 2024 spiegavamo che l’alluvione aveva riempito di fango la galleria d'adduzione per l'intera sua lunghezza (3,5 chilometri) fra la diga e la centrale situata nel fondovalle bloccando la produzione energetica. In parecchi punti nel tunnel del diametro di 2,20 metri i detriti avevano raggiunto anche l’altezza di un metro e mezzo. I lavori di svuotamento sono stati eseguiti da entrambi i lati. Parecchio materiale si era anche depositato nel lago artificiale della Roggiasca, in tutto 25-30mila metri cubi di sedimenti che pure sono stati tolti per assicurare il corretto funzionamento del turbinaggio. Anche le prese d’acqua nelle valli laterali, che attraverso gallerie portano quest’ultima nel lago, hanno subìto danni importanti.
Essendo la centrale di proprietà di Elettricità industriale Sa, che a sua volta appartiene per il 70% ad Axpo e per il 30% a sei Comuni della valle (Cama, Grono, Lostallo, Roveredo, San Vittore e Soazza), questi ultimi per 18 mesi non hanno potuto contare sulle entrate generate dalla produzione elettrica. Cifre nell'ordine di milioni di franchi.