05.12.2022 - 13:06
Aggiornamento: 16:17

Frana in Calanca: ‘Ancora pericolante, presto per intervenire’

Mentre la strada resta bloccata dai 150 metri cubi scesi domenica, prima dello sgombero i tecnici devono verificare la stabilità dei 450 fermatisi sopra

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Oggi pomeriggio si spera di riuscire ad effettuare un sopralluogo in elicottero

Frana in Val Calanca: mentre la popolazione residente a nord di Castaneda rimane isolata – stiamo parlando di circa 400 persone – gli addetti ai lavori auspicano di riuscire a effettuare oggi pomeriggio un sopralluogo in elicottero insieme al geologo cantonale. Questo, meteo permettendo, per cercare di stabilire con maggiore precisione – dopo le notizie frammentarie racimolate domenica, quando a causa di pioggia e nebbia è stato possibile far volare solo un drone dotato di telecamera – quanto la zona colpita dalla frana sia stabile e potenzialmente soggetta a nuovi scoscendimenti. Solo quando intervenire sarà considerato sicuro, avranno inizio i lavori di sgombero. Che con ogni probabilità richiederanno più giorni. Anche perché, al fine di una riapertura al traffico dalla cantonale, sono da considerare debitamente quelli che appaiono sin d’ora ingenti danni al manto stradale provocati dall’impatto di grandi massi.

‘Gran parte della frana è rimasta sul pendio sopra la strada’

Le ultime notizie sulla frana caduta ieri mattina nel tratto di strada cantonale situato tra la frazione Molina di Buseno e il bivio che conduce a Castaneda e Santa Maria ci vengono fornite da Andrea Peduzzi, capo dell’Ufficio tecnico cantonale del circondario di Mesocco al quale competono le operazioni. «Il materiale caduto sulla strada è di almeno 150 metri cubi – precisa Peduzzi –, ma in totale la quantità di roccia staccatasi è di circa 600 metri cubi, in gran parte rimasta sul pendio sopra la strada, che è molto ripido». La situazione impone dunque grande prudenza prima d’intervenire. Si spera di poter effettuare il volo in elicottero, «così da verificare alcuni punti che a nostro modo di vedere sono abbastanza pericolanti». Quando intervenire sarà considerato sicuro, «lo sgombero potrebbe anche avvenire in tempi brevi. Ma bisognerà anche verificare le condizioni del manto stradale e quanto tempo impiegheremo a riaprirla in maniera provvisoria». Dopo quelle avvenute tra il 2007 e il 2016 nello stesso tratto di strada, è difficile al momento fare conclusioni sulle cause di questa nuova frana, aggiunge Peduzzi. «La zona è stata monitorata a lungo e negli ultimi anni non era più successo nulla».

Sulla situazione che da ieri mattina isola la popolazione di metà valle (non ci sono infatti strade alternative), nel corso del pomeriggio è attesa una comunicazione ufficiale del Cantone. Aggiornamenti anche sul sito della viabilità cantonale www.strassen.gr.ch.

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