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28.04.2022 - 11:46
Aggiornamento: 17:08

Calanca, Buseno chiude la porta all’aggregazione con Grono

Contrariamente a quanto indicato dal Cantone non si muoverà verso la Mesolcina. L’auspicio è una fusione in valle dopo il 2023

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Ti-Press

Favorevole a un’aggregazione ma senza varcare i confini della Calanca. Il Municipio di Buseno riassume la propria posizione in un comunicato stampa dal quale emerge in particolare la contrarietà dell’Esecutivo a voler avviare un discorso per unirsi a Grono. Ciò che invece vorrebbe il Cantone, che lo scorso novembre – viene spiegato nella nota inviata ai media firmata dal sindaco Romolo Giulietti e dalla vice Rosanna Spagnolatti – ha invitato Buseno a sondare il terreno con il Comune mesolcinese situato sul fondovalle per quanto riguarda un progetto aggregativo, dal momento che fino a oggi non ci sono stati passi sostanziali a favore di un’aggregazione dell’intera valle. Il Municipio ha però deciso di non dare seguito all’invito dell’Ufficio cantonale dei comuni, rivolgendosi invece agli altri enti locali calanchini (Rossa, Castaneda, Calanca e Santa Maria in Calanca) così da valutare nuovamente se una fusione in valle fosse possibile. Tuttavia, fanno sapere da Buseno, "benché sia stata chiesta ai Municipi una presa di posizione scritta, finora non vi sono state delle risposte chiare e univoche".

‘Una procedura formale solo dopo il voto sul parco regionale’

Alla luce di tale situazione, l’Esecutivo di Buseno ha deciso di adottare le seguenti tre decisioni: 1. "Una procedura formale di fusione per il Comune di Buseno potrà essere intrapresa solo dopo il primo trimestre 2023, ovvero dopo che si sarà svolta la votazione per il progetto del parco regionale Valle Calanca. E questo per non pregiudicare il più importante progetto in corso per uno sviluppo sostenibile della nostra valle"; 2. "Il Municipio valuterà tutte le possibilità di fusione tra i Comuni della Valle Calanca che permettano un reale rafforzamento"; 3. "Una fusione oltre i confini della Valle Calanca non rientra tra gli scenari considerati attualmente dal Comune di Buseno". La votazione sul Parco Val Calanca chiamerà alle urne i Comuni che già fanno parte del perimetro, ovvero Buseno, Rossa e Calanca (non si voterà a Mesocco dal momento che non ci sono residenti nella porzione di terreno facente parte del parco), così come i cittadini di Santa Maria, ente locale che – come deciso dall’assemblea comunale nel novembre 2021 – vorrebbe entrare nel progetto. Anche alla luce dell’esito della votazione popolare, la Confederazione deciderà se il parco regionale naturale – attualmente ancora allo stadio della fase d’istituzione scattata nel 2020 – potrà effettivamente essere costituito dando così inizio alla fase decennale di esercizio vera e propria.

‘Una fusione di valle è ciò che ci interessa’

«Volevamo chiarire la nostra posizione dal momento che la gente iniziava a chiedersi se Buseno vuole effettivamente andare con Grono: non è così – spiega alla ‘Regione’ Rosanna Spagnolatti –. Per il momento non è un discorso che vogliamo fare». La vicesindaca fa leva sull’identità calanchina: «Il vero interesse è di avere un’aggregazione in Calanca, magari unita, andando a costituire un Comune unico di circa 800 abitanti da Santa Maria a Rossa». Ma come annunciato nel comunicato saranno valutate anche altre possibilità (senza uscire dai confini). «Se un discorso dell’intera valle non si può fare, l’opzione Castaneda-Buseno-Santa Maria è comunque interessante, dal momento che Castaneda è il Comune con più abitanti della valle». Ritenendo necessaria un’unione delle forze, Spagnolatti evidenzia in particolare la difficoltà all’interno delle piccole realtà comunali nel trovare persone disposte a mettersi a disposizione per le cariche politiche, senza dimenticare assemblee comunali poco frequentate.

Il parere negli altri Comuni

Interpellato dalla ‘Regione’ lo scorso marzo, parlando a nome dell’Esecutivo il sindaco di Santa Maria in Calanca Francesco Bogana aveva dichiarato – contrariamente agli intenti della risoluzione dell’assemblea comunale di Santa Maria in Calanca del dicembre 2020 – di non essere favorevole a un’unione della Calanca esterna (Buseno, 90 abitanti, Santa Maria, 115, e Castaneda, 280), dicendosi invece disponibile ad avviare – a tempo debito – un discorso per una fusione dell’intera valle, compresi dunque i Comuni di Calanca e Rossa. Da parte sua il sindaco di Castaneda Attilio Savioni si era invece detto favorevole alla fusione della Calanca esterna (discorso arenatosi in particolare di fronte alla contrarietà del Municipio di Santa Maria), senza nascondere di strizzare l’occhio al Comune di Grono, realtà di 1’430 abitanti dove – aveva confermato al nostro giornale il sindaco Samuele Censi – si è aperti al dialogo (nel 2017 Grono si è già aggregato con Leggia e Verdabbio) ma non si intende farsi promotori del progetto. Il sindaco di Calanca Anton Theus giudicava interessante una fusione dell’intera valle (senza sconfinare in Mesolcina), mentre per quello di Rossa, Graziano Zanardi, non c’è per il momento la necessità di unire le forze.

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