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07.05.2021 - 17:32

A Roveredo non ci saranno elezioni anticipate

Il Consiglio Comunale non ha accolto una proposta in tal senso. Guido Schenini (ex sindaco, ora municipale): ‘Sono deluso da chi ha fatto marcia indietro’

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Il clima rimane teso nel Comune mesolcinese (Ti-Press)

Non sembrano placarsi i conflitti in seno alle istituzioni politiche del Comune di Roveredo, nemmeno dopo l’arrivo alla fine del gennaio scorso del commissario governativo Claudio Lardi che ha formalmente rilevato i compiti e le funzioni di sindaco. Durante la seduta di Consiglio comunale di ieri sera è infatti stata bocciata, un po’ a sorpresa, la proposta della Commissione delle petizioni di terminare l’attuale legislatura alla fine di quest’anno, anziché nel 2022, portando così di fatto i cittadini alle urne per delle elezioni anticipate. «Sono molto deluso per il comportamento di certe persone» afferma a ‘laRegione’ Guido Schenini (Rorè Viva), ex sindaco (sostituito da Lardi) che ora opera nell’esecutivo come ‘semplice’ municipale. Infatti, la commissione in questione aveva inizialmente appoggiato «all’unanimità» questa proposta, ma in seguito «tre quinti dei membri ha fatto marcia indietro». Ora «stiamo valutando di avviare una raccolta firme per permettere alla popolazione di esprimersi», precisa Schenini. Durante la seduta di Consiglio comunale sono invece state approvate le revisioni totali dello statuto del Comune e delle leggi sui diritti politici. La principale novità in quest’ambito è l’introduzione del sistema maggioritario, al posto di quello proporzionale, per le prossime elezioni del Municipio. Tuttavia queste revisioni dovranno ancora superare l’ostacolo del voto popolare che dovrebbe tenersi il prossimo mese di settembre o di ottobre.

Concretamente, con l’eventuale introduzione del sistema maggioritario per l’esecutivo, i seggi non saranno più distribuiti in base alla forza dei partiti, ma a essere eletti saranno, semplificando, i candidati che hanno ottenuto più voti. Sono inoltre previste due elezioni distinte: una per scegliere il sindaco e l’altra per eleggere i restanti quattro municipali. Secondo Schenini si tratterebbe di «un grandissimo passo avanti, visto che il sindaco sarà eletto dal popolo e non più dal Municipio». Finora, solitamente, l’esecutivo nominava sindaco colui che ha ottenuto più voti. Con il maggioritario, questa regola non scritta ora potrebbe diventare una regola vera e propria. Va inoltre detto che per fare il sindaco bisogna anche avere tempo (a Roveredo si stima un tempo di lavoro del 30%). Essendo due votazioni distinte, chi si candiderà come sindaco dovrà anche tenere in considerazione questo aspetto.

L’idea alla base della proposta di terminare un anno prima del previsto la legislatura, era quella di portare alle urne anticipatamente la popolazione di Roveredo: le elezioni comunali anticipate avrebbero forse permesso di stabilizzare un po’ la situazione che da anni rimane invece molto tesa. Il legislativo ha però deciso altrimenti con 13 voti contrari a 9. «Se tutti i membri della commissione petizioni fossero rimasti sulle loro posizioni, il risultato sarebbe cambiato», rileva un deluso Schenini. Quindi Claudio Lardi rimarrà commissario governativo fino all’anno prossimo, quando terminerà questa legislatura. A meno che Rorè Viva, sostenuta da altri partiti, non riesca a portare la popolazione a esprimersi sul tema. L’ex sindaco conferma che se una raccolta firme «è possibile, si farà».

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Guido Schenini: 'Auspico giustizia e chiarezza' per Roveredo

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