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22.01.2021 - 17:21
Aggiornamento: 18:06

Grigioni, da 39 a 100 milioni per i casi di rigore

Col nuovo lockdown le domande 'quadruplicheranno'. Degli aiuti potranno beneficiare tutte le aziende che hanno subito un calo del 15% della cifra d'affari.

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Vaccinazioni, priorità agli over 75 (Keystone)

“A causa del nuovo lockdown è lecito attendersi è lecito attendersi un sensibile aumento delle domande“ di aiuti per i casi di rigore. Nei Grigioni si prevede che le richieste presentate da singole imprese “quadruplicheranno, arrivando a circa 2'000 rispetto alle 500 pervenute in passato”. Il Cantone ha quindi indicato in un comunicato che per questi casi “ora sono disponibili complessivamente 100 milioni di franchi”, invece dei 39 milioni disponibili finora. Tuttavia, questo aumento di credito deve ancora essere approvato dalla Commissione della gestione del gran Consiglio.

Il governo retico ha inoltre “ha deciso di intervenire drasticamente per semplificare il regime di esecuzione dell'ordinanza sui casi di rigore”. Di questi aiuti potranno beneficiare le aziende “che presentano un calo della cifra d'affari pari almeno al 15 per cento per tutta l'impresa”. I Grigioni hanno dunque deciso di essere più generosi rispetto alle disposizioni della Confederazione, che prevedono di aiutare solo le aziende in difficoltà a causa delle restrizioni che hanno registrato una calo della cifra d'affari del 40% (oltre a quelle che hanno dovuto rimanere chiuse almeno per 40 giorni). “Le domande possono essere presentate sin da subito”, precisa la nota. I primi versamenti dovrebbero venire effettuati alla fine di gennaio o a inizio febbraio, ha detto il responsabile delle finanze cantonali Christian Rathgeb (Pld).

Da lunedì vaccinazioni in nove centri regionali

L'esecutivo retico ha inoltre annunciato che lunedì entreranno in funzione i primi nove centri regionali di vaccinazione e di test. Si tratta degli ospedali regionali di Davos, Ilanz, Poschiavo, Schiers, Scuol e Thusis, così come dei centri di vaccinazione di Cama, Coira (Kreuzspital) e St. Moritz. Per le vaccinazioni, la priorità continuerà a essere data alle persone oltre i 75 anni e agli adulti con malattie croniche, che si devono dapprima registrare. Tuttavia, “attualmente le persone che si sono annunciate sono molte di più rispetto alle dosi di vaccino disponibili”. A seguito di questa disponibilità limitata gli appuntamenti vengono “assegnati su base continua” alle persone “dei vari gruppi target”. Prosegue anche la campagna di vaccinazione nelle case per anziani: finora la prima dose del preparato è stata somministrata a 4035 persone.

Il Cantone fa infine appello alla popolazione “affinché si sottoponga ai test presso i centri regionali anche in presenza di sintomi lievi. Sulla base dei test a tappeto e degli studi delle insorgenze finora effettuati, si può affermare che un'intensa attività di test, anche su persone asintomatiche, produce un effetto misurabile ed è uno strumento idoneo per interrompere le catene di contagio da coronavirus”.

 

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