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31.08.2019 - 06:10
Aggiornamento: 24.08.2021 - 14:26

Nella media Mesolcina è scattato il colpo di fulmine

Grono, Lostallo e Soazza verso un’azienda elettrica unica. Ma la Ses fa resistenza e si oppone alla disdetta della privativa di Grono

a cura de laRegione
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Partendo dalla constatazione secondo cui “il mercato dell’energia elettrica è in costante evoluzione e le attività per le aziende di distribuzione di piccole dimensioni sono sempre più impegnative” mantenendosi tuttavia “molto interessanti”, i Municipi moesani di Grono, Lostallo e Soazza hanno deciso di unire le forze per costituire un’azienda di distribuzione unificata. La gestione in proprio di un’azienda elettrica – esordiscono in un comunicato i rispettivi sindaci Samuele Censi, Nicola Giudicetti e Leone Mantovani – costituisce per i Comuni “oltre che un obbligo nei confronti degli utenti, anche una risorsa economica per i Comuni stessi e la possibilità di mantenere nella regione competenze e posti di lavoro”. Da qui, in tempi recenti, la costituzione di un gruppo di lavoro con lo scopo di analizzare possibili sinergie comunali e regionali in ambito di distribuzione di energia elettrica.
Il risultato del lavoro di tale gruppo “indica che la gestione delle aziende elettriche da parte dei Comuni continua ad essere un’attività economica molto interessante per gli stessi anche dopo la liberalizzazione del mercato dell’energia e che di conseguenza l’approvvigionamento elettrico e la distribuzione di energia vanno per quanto possibile conservati nelle mani pubbliche”. Di tale gestione pubblica delle aziende elettriche “beneficiano infatti in modo estremamente evidente, oltre ai Comuni stessi, anche i cittadini e gli utenti finali, che vedranno in fattura delle tariffe contenute”. Valutata quindi la situazione attuale, considerate le sfide future e l’importante valore strategico ed economico del settore, i tre Municipi ritengono che “nell’interesse dei Comuni, sia opportuno unire le forze in ambito di distribuzione con un’iniziativa che abbia una valenza regionale, così da incrementare l’efficienza, ridurre i costi amministrativi, permettere lo sviluppo di iniziative innovative e sfruttare le competenze già maturate negli anni dalle singole aziende”. Gli esecutivi presenteranno quindi ai rispettivi legislativi e assemblee comunali il messaggio municipale per la costituzione di una nuova azienda elettrica intercomunale. L’iniziativa prevede in una prima fase l’apporto al nuovo istituto delle infrastrutture elettriche dei Comuni di Lostallo e Soazza e della frazione di Leggia per Grono (ex Ae Leggia).

Chi accelera e chi fa resistenza

A fine 2016 è inoltre scaduta, per la frazione di Grono del Comune aggregato di Grono, la Concessione per la distribuzione di energia elettrica a favore della Società elettrica sopracenerina (Ses): “Anche tale rete potrebbe entrare a far parte della nuova azienda elettrica, così da aumentare la massa critica, migliorare le sinergie e in definitiva consentire anche agli utenti della frazione di Grono di beneficiare delle tariffe di distribuzione di energia elettrica praticate dalle aziende elettriche comunali”. Tale tema “è però momentaneamente sospeso”. Vengono citate resistenze della Ses: interessata a mantenere anche in futuro la distribuzione nel quartiere di Grono, ha interposto ricorso al Tribunale amministrativo cantonale contro la disdetta della privativa. Da un ventennio, ricordiamo, la Sopracenerina serve cinque Comuni del Moesano, ossia San Vittore, Roveredo, Castaneda, Santa Maria e Grono. Per l’esattezza serve solo il vecchio Comune di Grono che il 1° gennaio 2017 è diventato quartiere del nuovo Comune aggregatosi con Leggia e Verdabbio. Nel frattempo l’Azienda elettrica di Leggia è diventata ‘ex’, mentre il quartiere di Leggia è tutt’oggi servito dall’Azienda elettrica di Cama.

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