Bellinzonese

San Gottardo, a 25 anni dalla tragedia Airolo ricorda le undici vittime

Sabato 24 ottobre un momento di raccoglimento per commemorare le persone morte nell’incendio del 2001 e riflettere su una delle più gravi tragedie stradali svizzere

San Gottardo, a 25 anni dalla tragedia Airolo ricorda le undici vittime
19 ottobre 2026
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A venticinque anni dal tragico incidente all'interno della galleria del San Gottardo, costato la vita a undici persone, un gruppo spontaneo ha pensato di organizzare un momento di raccoglimento e di incontro. Avrà luogo sabato 24 ottobre ad Airolo, a partire dalle 9.15 con l'arrivo degli invitati. Alle 9.30 verranno posati fiori ai piedi del monumento che, davanti alla Centrale di ventilazione della galleria, ricorda le vittime dell'incidente. Alle 9.39, ora della collisione e dello scoppio dell'incendio, si svolgerà una preghiera in suffragio delle vittime, da parte del parroco di Airolo, fra' Edy Rossi-Pedruzzi. Alle 10 prenderanno la parola Mauro Chinotti, in rappresentanza del gruppo spontaneo, Oscar Wolfisberg, sindaco di Airolo, Norman Gobbi, consigliere di Stato, Marco Fioroni, capo filiale Ustra Bellinzona. Seguirà, alle 10.30, lo spostamento nella sala conferenze Marti Tunnel, dove un quarto d'ora più tardi verrà fornita un'informazione generale sui lavori di scavo del secondo tunnel (senza visita al cantiere). Alle 12.15 i presenti si sposteranno al ristorante del Caseificio del Gottardo per l'aperitivo (12.30) e per il pranzo (13) offerti. La manifestazione si chiuderà alle 15. Possibilità di parcheggio in zona Albinengo - Arsenale militare (dalla rotonda direzione Arsenale).

Collisione tra due camion

Il 24 ottobre 2001, poco dopo le 9.30, un camion belga proveniente dall'Italia era entrato nella galleria stradale lunga 17 chilometri. Al volante c'era un autista turco che lavorava in Belgio con un visto turistico. Aveva consumato alcolici. Il camionista faticava a tenere il mezzo in carreggiata. Un chilometro dopo l'ingresso aveva urtato la parete della galleria ed era finito sulla corsia opposta. Un autista italiano che sopraggiungeva in senso contrario aveva frenato e sterzato, evitando così lo scontro frontale; i veicoli si erano però toccati lateralmente. Al momento dell'impatto il conducente turco viaggiava ancora a 40 km/h, mentre quello italiano a 10 km/h. Dalla collisione era scaturito in breve tempo un incendio catastrofico: un serbatoio di carburante si era squarciato, il diesel era colato sulla carreggiata e un corto circuito a un cavo aveva incendiato la miscela di diesel e aria. Ben presto i camion e i loro carichi, tra cui centinaia di pneumatici, avevano preso fuoco.

Milleduecento gradi

Il fumo si era diffuso rapidamente, riducendo in breve tempo la visibilità quasi a zero. La temperatura nel tunnel aveva ben presto raggiunto i 1200 gradi. Non tutti gli occupanti delle automobili presenti all'interno del tunnel erano riusciti a mettersi in salvo nei rifugi di sicurezza. Dieci persone erano soffocate, mentre un'undicesima era morta carbonizzata. Tra le vittime figurava anche il responsabile dell'incidente: il suo corpo era stato ritrovato a 300 metri dal suo autocarro. L'autista italiano era invece sopravvissuto ed era stato successivamente insignito di un'onorificenza per aver aiutato numerose persone a mettersi in salvo.

L'incendio aveva danneggiato anche le infrastrutture del traforo. Sotto l'effetto del calore, la soletta del tunnel era parzialmente crollata. A causa dei lavori di ripristino, il collegamento tra Airolo e Göschenen era rimasto totalmente chiuso per circa due mesi.

Riattivati treni navetta

Per diverse settimane erano così venute a mancare importanti capacità di trasporto sull'asse nord-sud. Per decongestionare la situazione, il passo del San Gottardo era stato tenuto aperto fino a dicembre. Le Ffs avevano ripreso il servizio di trasporto auto tra Göschenen e Airolo (sospeso 20 anni prima) e avevano introdotto treni supplementari utilizzati anche per il trasporto di mezzi pesanti.

Anche dopo la riapertura della galleria stradale, per circa nove mesi, la circolazione sull'asse di transito aveva subito grossi disagi: per ragioni di sicurezza, inizialmente i camion non potevano incrociarsi all'interno del tunnel. Questo regime a senso unico alternato aveva provocato lunghe colonne di mezzi pesanti in attesa e forte malumore tra i camionisti. Solo nell'autunno del 2002, con l'entrata in funzione di un sistema di ventilazione più efficiente, il senso unico per i veicoli pesanti era stato revocato. Da allora, tuttavia, il numero di veicoli che possono attraversare la galleria, all'ora e per direzione, è contingentato.

Messe in luce falle di sicurezza

Oltre alla regolamentazione del traffico, all'indomani della tragedia erano stati rivisti diversi aspetti legati alla sicurezza. Dalle indagini era infatti emerso che la galleria – all'epoca vecchia di un quarto di secolo – era meno sicura di quanto si ritenesse. I ventilatori presenti nel tunnel, ad esempio, avevano alimentato ulteriormente le fiamme.

Poco prima dell'incendio nel traforo elvetico si erano verificate altre catastrofi in altri tunnel che attraversano le Alpi. Nel 1999 in due roghi scoppiati nella Galleria del Monte Bianco, tra Francia e Italia, e in quella del Tauri, tra Austria e Italia, erano morte complessivamente 51 persone. L'anno successivo un incendio nella galleria della funicolare di Kaprun, in Austria, era costato la vita a 150 persone.

Questa tragica serie di eventi nell'arco alpino ha portato a un netto innalzamento degli standard di sicurezza per le gallerie. Negli anni successivi la Svizzera ha proceduto ad ammodernare i propri trafori con investimenti per centinaia di milioni di franchi.

Sistemi di rilevamento per camion surriscaldati

Oltre alla nuova ventilazione e alla nuova gestione del traffico, la galleria del San Gottardo è stata dotata, tra l'altro, di un'illuminazione e di una segnaletica migliori. Per evitare che veicoli pesanti a rischio attraversassero la galleria, nei cantoni Uri e Ticino sono stati attivati centri di controllo del traffico pesante e portali termici in grado di rilevare i camion surriscaldati.

In futuro il transito automobilistico attraverso il San Gottardo è destinato a diventare ancora più sicuro. Attualmente è in fase di costruzione una seconda canna: quando sarà in funzione si procederà a un nuovo risanamento del tubo attualmente in uso. A partire dal 2033 il traffico stradale non scorrerà più a doppio senso di marcia all'interno della galleria.

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