Bellinzonese

Docente di Giubiasco, Maria Galliani coordinerà l’inchiesta disciplinare

Il governo ha istituito una commissione presieduta dall’ex procuratrice pubblica per fare luce sulla gestione del caso tra Scuola media e Decs

Docente di Giubiasco, Maria Galliani coordinerà l’inchiesta disciplinare
L’avvocata Maria Galliani
(Ti-Press)
5 ottobre 2026
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“La conduzione dell’inchiesta disciplinare è stata affidata dal Consiglio di Stato a una commissione presieduta da una persona specializzata esterna all’Amministrazione cantonale, l'avvocata Maria Galliani”. È quanto spiega il Consiglio di Stato a ‘laRegione’ sul caso che da mesi scuote la Scuola media di Giubiasco, dove un docente 37enne è stato arrestato in marzo per reati sessuali commessi ai danni di alcune allieve minori di 16 anni, ora rinviato a giudizio davanti alle Assise criminali per i reati di violenza carnale, coazione sessuale, atti sessuali con fanciulli, somministrazione a fanciulli di sostanze pericolose per la salute, messa a disposizione di un veicolo a motore a un conducente privo della licenza di guida.

Sarà dunque l'ex procuratrice pubblica, e procuratrice generale aggiunta, a coordinare le verifiche interne all'amministrazione cantonale – ufficialmente “contro ignoti funzionari”, ha spiegato settimana scorsa il governo – per capire come la situazione sia stata gestita dal Dipartimento educazione, cultura e sport. E meglio, in particolare, la questione inerente alle ripetute segnalazioni interne alla sede fatte nel corso degli ultimi dieci anni a carico del docente infine arrestato. Segnalazioni su suoi reiterati comportamenti ritenuti molesti e problematici nei confronti di colleghe e in occasione di eventi particolari come cene e uscite di classe e d'istituto. In sostanza si tratta di capire se e come la Direzione di sede abbia recepito il problema e reagito di conseguenza, idem i piani superiori del Decs. Ai quali – stando alla presidente del governo Marina Carobbio Guscetti – mai sono giunte segnalazioni sul suo conto.

Per Maria Galliani si tratta del secondo incarico su un tema delicato affidatole dal governo, dopo quello del 2024 sui presunti casi di mobbing all'interno del Tribunale penale cantonale. In precedenza, nel 2018, aveva patrocinato il Consiglio di Stato quale accusatore privato nell'ambito dell'inchiesta penale avviata sul caso Argo1.

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