Bellinzonese

‘Montagna di sponda sinistra dimenticata, dov’è la strategia?’

A Bellinzona il Centro solleva interrogativi sul fatto che il progetto Millemonti non abbia incluso quello morobbiotto in una visione organica delle zone montane aggregate

‘Montagna di sponda sinistra dimenticata, dov’è la strategia?’
(Ti-Press)
5 ottobre 2026
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“Un'altra occasione mancata per una montagna davvero unita: la sponda sinistra è stata dimenticata?”. Titolo eloquente quello dato dal Centro (i consiglieri comunali Camilla Pedrioli e Pietro Ghisletta) alla seconda interpellanza in tre giorni sullo sviluppo di progetti nelle zone montane che sovrastano la Bellinzona aggregata, questo dopo la recente presentazione del nuovo marchio Millemonti per la sponda destra, che accompagna la strategia condivisa per valorizzare Curzùtt, Mornera e il patrimonio della montagna. “A quasi dieci anni dall'aggregazione appare difficile individuare una strategia unitaria capace di mettere in rete le diverse realtà. Si ha anzi l'impressione che i vari comprensori vengano affrontati attraverso iniziative separate, strutture differenti e livelli di sostegno disuguali”.

Non che si sia fatto nulla nella sponda sinistra. Anzi. “Tra il 2019 e il 2020 la Città di Bellinzona, l’Ente regionale sviluppo e quello turistico – si legge nell'interpellanza – hanno promosso uno studio strategico per valorizzare la sponda sinistra che indicava nella Fondazione Valle Morobbia il soggetto più idoneo ad assumere la governance territoriale, allargando la rappresentanza ai patriziati e il cambio di denominazione in ‘Fondazione Valle Morobbia e Sponda sinistra’. Da allora la fondazione è diventata interlocutore riconosciuto anche in progetti regionali e internazionali. Ha inoltre coordinato i patriziati, promosso l'acquisizione della Ca' dal Fer sostenuta dalla Città, avviato attività didattiche, formative, culturali e scientifiche e curato la rete sentieristica. Tutto ciò è avvenuto unicamente grazie all'impegno volontario dei suoi membri, con il solo supporto di una coordinatrice operativa impiegata al 20%. Fare di più per coordinare davvero la valorizzazione della sponda sinistra, con le risorse attuali, risulta impossibile”.

‘Mancano politiche territoriali integrate e scenari strategici’

Perciò secondo i due consiglieri sorprende che il progetto Millemonti, presentato come nuovo strumento di valorizzazione della montagna cittadina, non coinvolga la governance della sponda sinistra e manchi di una strategia complessiva per l'intero comparto montano: “Né il Consiglio direttivo dell’Ente Carasc né il Municipio hanno coinvolto la fondazione in questo esercizio. Ciò in contrasto con gli indirizzi dati dalla Commissione gestione e dal Consiglio comunale, che hanno più volte auspicato politiche territoriali integrate e scenari strategici per l'intero territorio comunale. Pesa inoltre la netta disparità tra le due sponde, con una struttura dotata di mezzi professionali, personale, marchi e promozione da un lato e una fondazione prevalentemente volontaria dall'altro. La questione peraltro riguarda tutti i quartieri montani della nuova Bellinzona che attendono ancora una visione coordinata del proprio sviluppo”.

Segue una serie di domande volta a comprendere i motivi delle disparità, l'apparente assenza di una strategia unitaria per lo sviluppo e la valorizzazione dell'intera montagna bellinzonese, la definizione dei mezzi finanziari a disposizione, la garanzia di un coinvolgimento nei processi decisionali e nelle future strategie territoriali. Chiesti anche i dettagli su contributi ordinari, straordinari e altre forme di sostegno finanziario o in natura concessi agli enti autonomi: fondazioni, patriziati, associazioni, società e altri soggetti attivi nei territori montani.

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