La istituisce il Municipio per accompagnare i progetti a forte impatto o in contesti particolarmente sensibili

La Città di Bellinzona sta per dotarsi di una commissione urbanistica consultiva che potrà fornire al Municipio pareri su progetti edilizi rilevanti per la loro dimensione, impatto per il Comune o in contesti particolarmente sensibili. Lo annuncia l’Esecutivo specificando che l’ordinanza è in pubblicazione fino al 2 novembre, con possibilità di ricorso al Consiglio di Stato. Scorrendo i vari articoli, si apprende che la commissione, facoltativa, ha lo scopo di “contribuire alla qualità dello sviluppo del Comune e dei suoi quartieri sotto il profilo urbanistico, architettonico e paesaggistico, tenendo conto delle direttive specifiche in materia, come la scheda R10 del Piano direttore cantonale e i principi della Dichiarazione di Davos 2018 sulla cultura della costruzione di qualità”.
Cinque i membri previsti: due interni (i direttori del Settore edilizia privata e del Settore pianificazione, catasto e mobilità) e tre esterni nominati dal Municipio a inizio legislatura e rieleggibili una volta (professionisti riconosciuti per esperienza e competenza in uno o più settori quali urbanistica, pianificazione, architettura, architettura del paesaggio, tutela e valorizzazione del patrimonio edificato e culturale). Il municipale capodicastero Territorio e mobilità può partecipare alle riunioni e alle discussioni, che non saranno pubbliche. È però possibile coinvolgere un rappresentante dell’Associazione di quartiere dov’è previsto il progetto in questione, previo accordo del municipale. La commissione si riunisce una volta al mese e può convocare progettisti e istanti dei progetti, come pure rappresentanti di altri servizi dell'amministrazione comunale o cantonale, oppure altri attori interessati.
Il preavviso della commissione all’indirizzo del Municipio dovrà essere “idealmente unanime”. I preavvisi negativi e le eventuali condizioni poste dalla commissione sono comunicati anzitutto all’istante, che può chiedere un unico incontro per presentare varianti e discuterne, prima della decisione formale del Municipio. I membri “devono osservare la necessaria discrezione su deliberazioni, documenti e informazioni di cui vengono a conoscenza, nonché l’assoluto riserbo sulle discussioni e sugli apprezzamenti di carattere personale espressi durante le sedute della commissione”. La quale, sentiti i Comuni vicini e a seguito di una loro richiesta, “può esaminare anche progetti e atti di interesse intercomunale”. Fra i criteri da considerare vi sono la dimensione del progetto, l'ubicazione se in luogo particolarmente sensibile o strategico, il potenziale contributo alla qualità e alla caratterizzazione dello spazio pubblico, il valore simbolico per l'identità urbana del Comune, l'impatto paesaggistico, l'eventuale necessità di valutare importanti bonus o deroghe secondo i Regolamenti edilizi o la Legge sullo sviluppo territoriale.