Alle Assise criminali il 37enne dovrà rispondere alle accuse di violenza carnale, coazione sessuale, atti sessuali con fanciulli e altri reati

Violenza carnale, coazione sessuale, atti sessuali con fanciulli, somministrazione a fanciulli di sostanze pericolose per la salute, messa a disposizione di un veicolo a motore a un conducente privo della licenza richiesta. Sono queste le accuse rivolte al docente di matematica 37enne della Riviera arrestato lo scorso marzo perché sospettato di aver commesso reati sessuali nei confronti di alcune allieve minori di 16 anni della Scuola media di Giubiasco. Lo indica in un comunicato stampa il Ministero pubblico precisando che sono giunti a conclusione gli accertamenti relativi al procedimento penale aperto nei suoi confronti.
Di conseguenza la procuratrice pubblica Valentina Tuoni ha rinviato a giudizio l’uomo di fronte alla Corte delle Assise criminali. I fatti presi in considerazione vanno dall’autunno 2024 al marzo 2026, quando sono poi scattate le manette. Nella nota il Ministero pubblico ricorda che l’inchiesta aveva preso avvio sette mesi fa. Al termine dei primi verbali d’interrogatorio, svoltisi il 17 marzo, era stato disposto l’arresto e la misura restrittiva della libertà era stata quindi confermata dal Giudice dei provvedimenti coercitivi. Gpc che ha successivamente prorogato l’arresto del 37enne in due occasioni, ritenendo che vi fossero validi motivi d’inchiesta. Mentre ora la Procura ha chiesto la carcerazione di sicurezza, la quale viene predisposta nei confronti degli arrestati in attesa di giudizio.
L’esito del procedimento penale è atteso anche dal Dipartimento educazione, cultura e sport (Decs) che tramite un’inchiesta amministrativa, per il momento sospesa in attesa del verdetto del Tribunale penale, mira a chiarire la presenza di eventuali lacune all’interno della sede scolastica. Come da noi pubblicato, infatti, nell’arco dei dieci anni durante i quali il docente ha insegnato a Giubiasco, più segnalazioni erano state inoltrare alla direzione riguardo ai suoi reiterati comportamenti ritenuti molesti e predatori nei confronti di colleghe. Comportamenti problematici, inoltre, anche durante cene e uscite di classe e d’istituto, specialmente per l’abuso di alcol. Per qualche motivo che va ora chiarito, quelle segnalazioni non hanno mai innescato un cambiamento nel docente. Era stato il Decs, lo scorso marzo, a segnalarlo alla Polizia cantonale: questo perché un’amica di una della presunte vittime ne aveva parlato con un’insegnate sua conoscente (attiva in una altra sede), la quale valutata subito la gravità della situazione si era rivolta direttamente al Decs, che ha quindi innescato la macchina giudiziaria.