I genitori degli allievi scrivono al Municipio di Bellinzona e la politica si attiva con un’interpellanza Verdi/Fa che chiede spiegazioni e garanzie

Una lettera dei genitori e un’interpellanza inviate al Municipio di Bellinzona per segnalare i timori che venga chiusa la vecchia sede scolastica dove hanno sede elementari e asilo. C’è preoccupazione tra le famiglie di Carasso alla luce delle informazioni emerse in occasione dei recenti incontri con la nuova direzione dell’Istituto scolastico cittadino. Oltre al fatto che la sede è ora inserita nella nuova Zona Fiume insieme a Claro, Gnosca, Gorduno e Preonzo, parallelamente sono emersi interrogativi sul suo futuro viste le condizioni in cui versa l’edificio, definito vetusto e caratterizzato da criticità strutturali e di sicurezza.
Lo evidenzia con un atto parlamentare il gruppo Verdi/Forum alternativo (Lorenza Giorla-Röhrenbach, Sara Nisi ed Elisa Chiapuzzi). “Secondo quanto riferito dai genitori, tra gli scenari prospettati vi sarebbe anche un possibile trasferimento degli allievi a Gorduno o Bellinzona Nord”. Le consigliere invitano perciò l’Esecutivo a distinguere due questioni “che non dovrebbero coincidere: da una parte l’evidente necessità di affrontare le criticità dell’edificio, dall’altra la decisione di rinunciare alla presenza di una sede nella frazione”. I genitori stessi in effetti nella lettera ritengono opportuno che si valuti sia il risanamento sia, qualora ciò non fosse possibile o conveniente, una soluzione alternativa che permetta comunque di mantenere la scuola a Carasso. Il tutto considerando peraltro l’evoluzione demografica e urbanistica della frazione, che negli ultimi anni ha conosciuto una significativa crescita edilizia. “Prima di assumere decisioni definitive appare quindi necessario disporre di una valutazione aggiornata sull’evoluzione della popolazione scolastica e sulle esigenze future della frazione”.
Quanto poi alla mobilità scolastica, un eventuale trasferimento “comporterebbe la necessità di garantire condizioni adeguate di sicurezza, accessibilità e autonomia negli spostamenti casa-scuola”. Questo considerate le criticità riguardanti la mobilità ciclopedonale, “anche alla luce della recente apertura del semisvincolo e dei lavori previsti sul ponte, mentre la linea di trasporto pubblico presenta, secondo i genitori, difficoltà già per gli allievi del secondo ciclo”. Senza poi dimenticare che “la Città aveva comunicato, nell’ambito della riorganizzazione dell’Istituto scolastico, che il nuovo assetto non avrebbe dovuto comportare particolari conseguenze per allievi e famiglie”. Da qui la richiesta affinché tale principio sia garantito.
Tramite 17 domande il gruppo politico vuole sapere quali valutazioni sono in corso, quali scenari sono sul tavolo “e soprattutto se il mantenimento di una sede scolastica a Carasso costituisca ancora un obiettivo della Città”. Secondo le tre consigliere “non si tratta di ignorare le criticità dell’edificio, ma di evitare che la necessità di risanarlo sia automaticamente tradotta nella rinuncia alla presenza della scuola nella frazione”. Chiara la richiesta di fondo: “Prima di assumere qualsiasi decisione definitiva, siano valutate tutte le alternative possibili; e i genitori siano adeguatamente informati e coinvolti nel confronto sul futuro della sede”.