Bellinzonese

Piani regolatori, il Centro di Leventina chiede soluzioni equilibrate

Assemblea distrettuale preoccupata per le restrittive disposizioni federali e per il clima politico cantonale. Ratificati i candidati al Gran Consiglio

Piani regolatori, il Centro di Leventina chiede soluzioni equilibrate
I quattro candidati al Gran Consiglio
25 settembre 2026
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L'assemblea distrettuale del Centro di Leventina ha ratificato giovedì la lista dei candidati al Gran Consiglio: ad accompagnare la ricandidatura del deputato uscente Alessandro Corti saranno Monica Gianelli, Luca Taglialatela e Albino Togni, “una squadra forte e competente capace di tutelare e promuovere gli interessi della regione a livello cantonale”, sottolinea il partito in un comunicato. Tenutosi a Faido alla presenza di un centinaio di rappresentanti delle sezioni, l'incontro ha permesso di fare il punto sull'attualità politica regionale e cantonale. Il presidente Stefano Imelli ha sottolineato il “clima costruttivo e la proficua collaborazione sviluppatasi negli ultimi anni tra i Comuni della Leventina, in particolare gli effetti favorevoli delle aggregazioni di Giornico e Quinto, che hanno saputo dare nuovo slancio, dinamismo e capacità progettuale”.

Attenzione alle regioni periferiche

Imelli ha tuttavia anche espresso “preoccupazione per la situazione della politica cantonale, che sta attraversando una delle fasi più difficili degli ultimi decenni, con livelli di fiducia della popolazione particolarmente bassi”. Ha quindi auspicato un “ritorno a un clima di maggiore serenità e responsabilità politica”. Un richiamo particolare è stato rivolto alle esigenze delle regioni periferiche e di montagna, invitando il Cantone a non dimenticare le valli nelle future scelte finanziarie e organizzative. In particolare, è stata ribadita la necessità di evitare nuove misure di risparmio, razionalizzazione o riversamento di oneri sugli Enti locali.

La serata è proseguita con una relazione del deputato Gianluca Padlina sulla scheda R6 del Piano direttore cantonale, tema che sta suscitando crescente preoccupazione in molti Comuni. Focus sulla questione del sovradimensionamento dei piani regolatori e delle misure richieste dalla Confederazione per il rientro nei parametri stabiliti dalla legislazione sulla pianificazione del territorio. “Nel dibattito è emersa con forza la necessità che tali disposizioni siano applicate in modo equilibrato e rispettoso delle peculiarità regionali. I partecipanti hanno infatti evidenziato il rischio che un'applicazione rigida della scheda R6 possa penalizzare ulteriormente le regioni di valle, già confrontate con una persistente crisi demografica. La riduzione delle possibilità edificatorie rischia di ostacolare l'insediamento di nuove famiglie e limitare le prospettive di sviluppo dei Comuni periferici”. L'assemblea ha quindi espresso il “forte auspicio che Cantone e Confederazione sappiano adottare soluzioni eque e proporzionate, capaci di conciliare gli obiettivi della pianificazione territoriale con la necessità di garantire alle regioni di montagna concrete opportunità di crescita e di futuro”.

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