Bellinzonese

Dopo il no governativo si valuta un’altra soluzione

Pista ciclopedonale (senza parte ludica) della Gerretta, il Municipio non esclude di inserirla nel Pab6 per il co-finanziamento

Dopo il no governativo si valuta un’altra soluzione
Il lato ovest si presenta oggi più o meno così
(Foto Regione)
23 settembre 2026
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Cassata un anno fa dal Consiglio di Stato accogliendo i ricorsi di alcuni confinanti, verrà forse realizzata in versione ‘slim’ la strada ciclopedonale della Gerretta, tra via Monte Gaggio e via Vallone, il cui progetto da 4 milioni di franchi varato nel 2024 dalle autorità cittadine ambiva ad arricchire i due lati della carreggiata con orti e spazi di sosta, svago e attività ricreative, ritenuti però dal governo non conformi dal punto di vista pianificatorio? Rispondendo a un’interpellanza della consigliera Rosalia Sansossio Cippà, il municipale Mattia Lepori (capodicastero Territorio e mobilità) spiega che la decisione governativa “non può essere interpretata quale preventiva conferma della conformità di un eventuale nuovo progetto limitato al solo collegamento ciclopedonale: qualsiasi nuova soluzione dev’essere definita e progettata nel dettaglio e sottoposta al relativo iter autorizzativo previsto dalla legge”. Detto altrimenti, la possibilità di mantenere unicamente un collegamento di mobilità lenta nel comparto “non è esclusa, ma dovrà essere valutata nel quadro delle riflessioni attualmente in corso”.

Il progetto originario mirava a “valorizzare uno spazio di notevole ampiezza, inserito in una zona densamente abitata, mediante una sistemazione complessiva e di qualità. Ora si tratta di rivalutare le scelte progettuali alla luce dell’esito del ricorso, delle aspettative dei residenti e delle disponibilità finanziarie del Comune, vista anche la perdita del finanziamento federale pari a 777mila franchi che era garantito dal Pab3”. Ad ogni modo, specifica Lepori, “la realizzazione della tratta riveste ancora un obiettivo del Piano di mobilità ciclistica. Costituisce una possibilità che, in termini generali, può essere presa in considerazione, ma non rappresenta necessariamente la soluzione più adeguata al comparto”. Fatte le ponderazioni del caso, “non escludiamo di prevedere una nuova misura nel Pab6 così da richiedere il relativo contributo federale”. Intanto si procede con uno sfalcio delle aree ridotto al minimo indispensabile.

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