Bellinzonese

Accesso Fortezza, l’Mps: ‘Il prezzo non sia una barriera’

Il Movimento per il socialismo invita a votare ‘no’ il prossimo 27 settembre al credito di 19 milioni per valorizzare il sito Unesco di Bellinzona

La corte interna di Castel Grande
(Ti-Press)
9 settembre 2026
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“Per un progetto pubblico, accessibile e sotto controllo democratico”. Con queste motivazioni, in estrema sintesi, l'Mps invita a votare ‘no’ il prossimo 27 settembre al credito di 19 milioni di franchi per valorizzare la Fortezza di Bellinzona.

Per quanto riguarda l’accessibilità al sito Unesco, il Movimento per il socialismo non ritiene accettabile che cittadini residenti in Ticino “possano trovarsi a dover pagare per accedere ad alcuni spazi di una struttura che viene presentata come un importante patrimonio e come un luogo di interesse pubblico”. Ricordiamo infatti che in futuro la corte interna di Castel Grande e la murata dovrebbero diventare a pagamento, eccetto per i residenti a Bellinzona. “Il carattere pubblico di un progetto non può limitarsi alla proprietà o al finanziamento pubblico: deve tradursi anche nella possibilità concreta di usufruire degli spazi senza che il prezzo costituisca una barriera”.

Sempre in futuro la gestione della Fortezza (i tre castelli, la murata e la cinta muraria) dovrebbe essere affidata a una fondazione con all'interno rappresentanti della Città, del Cantone e dell'Organizzazione turistica regionale. In questo contesto l’Mps si chiede “chi avrà il controllo effettivo della struttura, secondo quali criteri verranno prese le decisioni e quali saranno gli strumenti a disposizione della Città e della collettività per orientarne la gestione”.

Resta il fatto che il 27 settembre i cittadini di Bellinzona dovranno esprimersi sui 19 milioni – accolti da Consiglio comunale lo scorso marzo (l’Mps si era opposto) – volti a rendere la Fortezza più attrattiva in particolare a livello di esperienza museale così da attirare più visitatori. E per l’Mps “un investimento pubblico di questa rilevanza dovrebbe essere accompagnato da garanzie molto più solide sul carattere realmente pubblico della struttura, sulla sua accessibilità e sul controllo democratico della sua gestione”. Insomma, “non si tratta di essere contro la valorizzazione della Fortezza. Si tratta di chiedere che un patrimonio di questo rilievo venga valorizzato secondo criteri realmente pubblici: accessibile alla popolazione, gestito nell’interesse della collettività e sottoposto a un effettivo controllo democratico”.

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