Bellinzonese

Docente di Giubiasco, ‘ma il protocollo è davvero valido?’

Terzo atto parlamentare di Più Donne alla luce dell’odierno articolo della Regione sulle segnalazioni interne che per 10 anni non hanno sortito alcun effetto

19 agosto 2026
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E tre. Alla luce dell’odierno articolo pubblicato dalla Regione sul caso del docente di Giubiasco arrestato in marzo – segnalato diverse volte internamente alla Direzione nell’arco di dieci anni per i suoi comportamenti molesti e predatori nei confronti di molte colleghe, nonché altri atteggiamenti problematici tenuti durante cene e uscite scolastiche – le granconsigliere di Più Donne hanno depositato una terza interpellanza chiedendo al Consiglio di Stato se sia adeguato o migliorabile, alla luce di quanto accaduto, il protocollo voluto dal Decs sulle segnalazioni interne agli istituti in relazione all’agire degli insegnanti. Già nelle altre due interpellanze chiedevano lumi sull’adeguatezza dei protocolli; oggi l’affondo considerando i fatti contenuti nell'articolo. Solleva infatti pesanti e importanti interrogativi il fatto che il docente agli arresti per aver violato la sfera intima di alcune allieve sotto i 16 anni abbia potuto insegnare così a lungo (peraltro con un incarico limitato protrattosi a oltranza) nonostante le ripetute e molto chiare segnalazioni giunte internamente sul suo conto. Detto altrimenti, il Consiglio di Stato ritiene ancora di poter affermare che il sistema abbia funzionato? Infatti, scrivono le deputate Maura Mossi Nembrini e Tamara Merlo, “una cultura della segnalazione serve soltanto se dall’altra parte esiste una cultura altrettanto forte dell’ascolto, dell’approfondimento e dell’assunzione di responsabilità. Non si può chiedere alle persone di trovare il coraggio di parlare se poi chi riceve una segnalazione può archiviarla informalmente, ridimensionarla, considerarla una semplice questione relazionale o decidere autonomamente che non meriti ulteriori verifiche. Questo meccanismo è particolarmente pericoloso nei casi che riguardano comportamenti manipolatori, molestie o abusi”.

Le domande

Nel dettaglio Più Donne chiede al governo di indicare quale seguito sia stato dato a ciascuna di queste segnalazioni; se sono state verbalizzate, registrate o trasmesse a un’istanza superiore oppure sono rimaste nell’ambito della gestione interna della sede; se la Sezione dell’insegnamento medio, la direzione o altre istanze del Decs siano state informate anche con segnalazioni a loro indirizzate identificabili o anonime; se esiste un obbligo per un direttore o un superiore gerarchico che riceve una segnalazione riguardante molestie, comportamenti sessualmente inappropriati, atteggiamenti manipolatori o altri comportamenti potenzialmente lesivi della dignità personale di trasmetterla a un’istanza superiore o indipendente, oppure se il seguito dipende dalla sua valutazione; quali sono concretamente gli obblighi di un superiore che riceve una segnalazione; se esistono termini entro i quali deve approfondirla, documentarla e comunicarne l’esito.

Se il segnalato e chi verifica sono amici

Nel merito della procedura, al CdS viene chiesto di spiegare cosa accade quando vengono formulate più segnalazioni nel tempo nei confronti della stessa persona, magari da persone diverse; se esiste un sistema che consenta di collegarle e di riconoscere una possibile reiterazione di comportamenti; quali meccanismi sono previsti quando tra la persona segnalata e chi dovrebbe trattare la segnalazione esiste un rapporto personale o professionale particolarmente stretto o comunque tale da poter determinare un conflitto d’interesse reale o apparente; se si ritiene sufficiente continuare a insistere sulla necessità che vittime, colleghi e collaboratori segnalino, oppure occorre riconoscere che la responsabilità principale del sistema comincia precisamente nel momento in cui una segnalazione viene ricevuta; se il governo è disposto a introdurre un sistema che garantisca la tracciabilità delle segnalazioni, del seguito dato e delle decisioni assunte, affinché nessuna segnalazione possa semplicemente perdersi o essere informalmente minimizzata; se il CdS ritiene opportuno prevedere che determinate segnalazioni – in particolare quando riguardano minorenni, molestie sessuali, comportamenti predatori o reiterati – siano automaticamente trasmesse anche a un’istanza esterna alla linea gerarchica diretta.

Infine la sensibilizzazione del corpo docente. La formazione annunciata dal Decs riguarda soltanto il riconoscimento e la segnalazione dei comportamenti problematici oppure comprende anche una formazione specifica per direttori e superiori gerarchici sulla gestione obbligatoria delle segnalazioni ricevute e sulla responsabilità derivante dall’omissione o dalla sottovalutazione delle stesse?

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