Bellinzonese

‘Fabio Mandioni è stato un benefattore, mancherà molto alla Val di Blenio’

L’ex direttore del Nara è deceduto oggi a causa delle gravi ferite riportate domenica cadendo rovinosamente sopra la sua Prugiasco mentre cercava funghi. Il ricordo

Fabio Mandioni con l’ex sindaco di Acquarossa, Odis Barbara De Leoni
(Archivio Ti-Press)
12 agosto 2026
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È Fabio Mandioni la vittima della caduta mortale verificatasi domenica 9 agosto sui monti di Prugiasco, nella media Val di Blenio. Domiciliato a Muralto e originario del posto che conosceva come le sue tasche, con una carriera professionale alle spalle nel campo del settore elettrico, aveva compiuto 75 anni il giorno prima. Ricoverato dalla Rega in condizioni critiche, ha tenuto duro per tre giorni, ma alla fine è deceduto a causa delle gravi ferite riportate. Mandioni aveva costantemente la mente sulle sue montagne. Specialmente la stazione del Nara di cui è stato a lungo il responsabile – per 15 anni fino al 2018 – in seno all’associazione degli Amici che gestisce impianti e piste per conto del Comune di Acquarossa proprietario.

Un omone sempre disponibile, il cellulare acceso e la battuta pronta, una fonte inesauribile di conoscenze e informazioni, memoria storica ben oltre la sua Prugiasco di cui era patrizio. Anzi «sa dis Prusceösc» amava ripetere col sorriso quando qualcuno diceva Prusciôsc o Prusciaasc. Fra le iniziative da lui promosse e tutt’oggi coordinate figura anche ‘Ul gir di Alp’, gita enogastronomica in agenda proprio questo sabato 15 agosto lungo le pendici del Nara, a contatto con produttori di formaggi cui l’evento dà ormai da parecchie estati la giusta visibilità.

La prudenza invocata

Negli ultimi anni si era speso, quale promotore insieme alla Società elettrica sopracenerina, per quello che avrebbe potuto essere il primo parco solare alpino del Ticino: previsto all’alpe di Pian Nara, non vedrà mai la luce. Fra i motivi, paradossalmente, anche la prudenza che Mandioni stesso aveva invocato, cercando inutilmente di far capire al Dipartimento del territorio che sarebbe stato utile per tutti (anche la concorrenza) realizzare dapprima una fase test, un primo mini impianto di prova, per capire quali tecnologie e infrastrutture sarebbe stato meglio posare a duemila metri di quota, per resistere alle intemperie. Un approccio prudente che aveva cozzato contro i formalismi di Cantone e Confederazione, secondo cui bisogna invece procedere subito su grande scala, senza esperienza alcuna. Un salto nel buio secondo Fabio Mandioni, che masticava amaro prendendola però con filosofia: «Quello che ho potuto fare l’ho fatto e credo di essere ancora nel giusto», ci aveva detto nel dicembre 2024 quando era emerso che la redditività dei parchi solari di montagna alla prova dei fatti stata dando cifre molto al di sotto le aspettative. La storia probabilmente gli darà ragione.

‘Ci metteva sempre del suo’

Sindaco di Acquarossa negli anni in cui Mandioni era direttore degli Amici del Nara, Odis Barbara De Leoni lo ricorda come «una persona infaticabile. Una fucina di idee che tramutava in fatti concreti. E ci metteva sempre del suo. Ripenso alle molte riunioni fatte: era lui a offrire l’aperitivo e si offendeva se qualcuno si azzardava a voler pagare. Ma la sua generosità non si limitava a questo aspetto marginale e posso dire che Fabio è stato un benefattore in tutti gli ambiti in cui ha speso con entusiasmo le sue energie. Ha lavorato e fatto molto per la comunità, mancherà all'intera Val di Blenio». Alla moglie, ai figli e ai familiari ‘laRegione’ esprime il proprio sentimento di cordoglio. A sua volta l'attuale presidente degli Amici del Nara, Matteo Milani, evidenzia quanto «Fabio ha fatto a titolo gratuito occupandosi in prima persona di questioni tecniche molto complicate e onerose, che se fossero state affidate a delle ditte del ramo avrebbero comportate per la nostra società spese ingenti».

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