BELLINZONA

Nuova caserma pompieri, ‘serve un quadro oggettivo’

Interpellanza di Rodolfo Quatraccioni (Lega/Udc) che chiede chiarezza al Municipio

15 giugno 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

La futura sede del Corpo pompieri di Bellinzona torna al centro del dibattito politico. Con un’interrogazione indirizzata al Municipio, il consigliere comunale Rodolfo Quatraccioni (Lega/Udc) solleva una serie di interrogativi sulla scelta di puntare sull’area ex LATI di Sant’Antonino per la nuova caserma, chiedendo “un quadro completo, trasparente e oggettivo” prima di una decisione destinata a incidere “per decenni” sulle finanze e sull’operatività della Città. Secondo Quatraccioni, si tratta di una delle scelte più importanti per il futuro di Bellinzona e richiede la massima trasparenza. Tra i primi aspetti affrontati vi sono le motivazioni tecniche, economiche e operative che hanno portato a scartare l’ipotesi dell’ex Birreria. Il consigliere chiede se esista uno studio comparativo tra le diverse opzioni prese in considerazione – ex Lati, ex Birreria, sede attuale di via Mirasole e altre ubicazioni – e quali criteri abbiano determinato la preferenza per Sant’Antonino. In particolare, domanda quali siano “le motivazioni tecniche, operative ed economiche che hanno portato a scartare l’ex Birreria” e se gli studi effettuati siano “pubblici e accessibili”. L’interrogazione si concentra anche sugli aspetti logistici. Quatraccioni vuole sapere se siano stati valutati gli effetti della nuova ubicazione sui tempi di intervento verso il centro cittadino, i quartieri settentrionali e i Comuni convenzionati, tenendo conto “della posizione decentrata a Sant’Antonino e del traffico intenso sull’asse Bellinzona-Sant’Antonino-Cadenazzo”. Il consigliere chiede inoltre dati sui tempi di percorrenza dei mezzi di soccorso e dei volontari e l’esistenza di studi sulla viabilità nelle ore di punta. Un altro capitolo riguarda la sicurezza. Quatraccioni domanda se siano stati analizzati “i rischi derivanti dalla vicinanza dell’ex Lati ad aziende soggette all’Ordinanza sulla protezione contro gli incidenti rilevanti (Opir)” e quali misure siano previste “in caso di incidente maggiore nel comparto industriale di Sant’Antonino”. Sul fronte finanziario, il consigliere chiede di conoscere nel dettaglio il costo complessivo dell’operazione ex Lati, comprendendo acquisto, progettazione, ristrutturazione, bonifiche e trasferimento delle attività. Tra i quesiti figura anche la presenza di eventuali materiali pericolosi. Quatraccioni chiede infatti se siano già stati identificati “amianto e Pcb” e quali potrebbero essere i costi delle relative bonifiche. Domanda inoltre quanto sia stato già investito nell’ex Birreria e come il Municipio intenda “valorizzare tali investimenti”. Particolare attenzione è riservata alle conseguenze organizzative della delocalizzazione. Il consigliere si interroga sugli effetti che il trasferimento a Sant’Antonino potrebbe avere sui servizi comunali integrati con il Dicastero opere pubbliche e sul personale che attualmente svolge mansioni miste. Tra le preoccupazioni emerge il rischio che la nuova ubicazione porti “a un progressivo abbandono del volontariato e a un aumento dei costi, come già avvenuto a Lugano”. Per questo Quatraccioni chiede se siano stati valutati gli impatti sul reclutamento e sul mantenimento dei volontari e se il Corpo pompieri sia stato consultato. L’interrogazione affronta anche la crescita dei costi preventivati per la soluzione ex Birreria. L’esponente Lega/Udc domanda una ricostruzione che spieghi “le ragioni dell’aumento da 7,65 a circa 44 milioni di franchi” e chiede se siano state valutate varianti meno onerose. L’obiettivo è comprendere “quali insegnamenti il Municipio tragga da questa evoluzione” e come intenda evitare simili incrementi per il progetto ex Lati. L’atto parlamentare si sofferma pure sul futuro dei distaccamenti di Cadenazzo e Gambarogno e sulla possibile creazione di una struttura supplementare nella parte nord del comprensorio. Viene inoltre chiesto perché non sia stata approfondita la possibilità di mantenere e sviluppare l’attuale sede di via Mirasole. Nelle conclusioni, Quatraccioni ribadisce “la necessità di un quadro completo, trasparente e oggettivo” e invita il Municipio a fornire tutte le informazioni necessarie per una valutazione consapevole prima di una decisione con effetti a lungo termine.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali