Il Municipio chiede al Consiglio comunale di accogliere questo credito, così da poter passare alla fase realizzativa entro il 2028

Riconvertire il comparto ex Galvanica di Faido “in un’area ricreativa, culturale e di svago”, restituendo “alla popolazione uno spazio verde fruibile di qualità di 4'200 m2”. Come noto, si tratta di uno dei progetti strategici in cui il Municipio crede molto. Di conseguenza, ora chiede al Consiglio comunale – che si riunirà il prossimo 16 giugno – di accogliere il credito di 1,479 milioni di franchi per progettare il nuovo comparto. Un investimento giudicato “imprescindibile per poter passare alla fase realizzativa entro il 2028 al fine di poter usufruire degli aiuti finanziari del Decreto legislativo cantonale” concernente misure di incentivo per la rivitalizzazione di edifici dismessi. L'investimento totale è stimato a 14,8 milioni (Iva e onorari esclusi), dai quali andranno dedotti finanziamenti cantonali, quali i sussidi per il rifugio di 700 posti protetti e/o proprio gli aiuti elargiti nell'ambito del Decreto legislativo citato in precedenza.
Ricordiamo che oltre al rifugio pubblico interrato (che in tempo di pace può essere utilizzato per diverse attività), il progetto per la riqualifica dello stabile industriale (ex lanificio) dismesso prevede la realizzazione di un ostello da circa 90 posti letto, una Spa e una sala fitness, così come un ‘Welcome Center’ che fungerà anche da punto di riferimento per l’offerta turistica e ricreativa. All’edificio verrà inoltre affiancato un padiglione che ospiterà una sala polifunzionale per spettacoli, conferenze e altre manifestazioni, con una capienza di circa 250 posti a sedere. A vincere il concorso per riordinare il comparto è stato il progetto ‘Al Fiume’, presentato dal gruppo mandatario interdisciplinare composto dai capofila architetto e architetto paesaggista Enrico Demattè ed Elena Fontana Architekten Sagl di Lugano. La giuria aveva in particolare “apprezzato la creazione di spazi pubblici aperti, quali parchi e luoghi di incontro, che migliorano la vivibilità dell'area e la distanziano da edifici circostanti meno significativi”, si legge nel messaggio relativo alla richiesta di credito per la progettazione. “Un elemento determinante è la proposta di moderazione del traffico tramite una ‘Zona 20’, volta a garantire maggiore sicurezza agli utenti”.
Un'ampia fetta del credito da quasi 1,5 milioni servirà per gli onorari dei professionisti, che comprendono “i costi per la progettazione degli spazi esterni, dei nuovi edifici e per il restauro e la conservazione di quelli esistenti nel perimetro di progetto”. I lavori preparatori prevedono invece “i sondaggi geologici d’approfondimento, la modinatura degli edifici, le prestazioni del/la geologo/a e del/la geometra, al fine di ricevere le informazioni utili alla progettazione fin dalle prime fasi e prevederne i costi”.