Bellinzonese

La conciliabilità vita-lavoro ‘sia un principio riconosciuto nel Rod’

Mozione dell’Unità di sinistra chiede che la Città di Bellinzona agevoli questa sfida ‘fra le più rilevanti per le lavoratrici e i lavoratori’

29 aprile 2026
|

“La Città di Bellinzona promuove e si impegna per la conciliabilità tra vita privata e vita professionale di tutte le collaboratrici e collaboratori adottando misure organizzative che consentano loro di armonizzare gli impegni professionali”. Le consigliere comunali Martina Minoletti e Martina Malacrida Nembrini (Unità di sinistra) tramite una mozione propongono d'inserire questo principio negli articoli 3 e 4 del Regolamento organico dei dipendenti (Rod), così come fatto il 13 aprile dal Legislativo accogliendo l’emendamento del Movimento per il socialismo al momento di votare la costituzione del nuovo Ente autonomo Bellinzona anziani.

L'esempio del Cantone

“La conciliabilità tra vita privata e vita professionale è oggi una delle sfide più rilevanti per le lavoratrici e i lavoratori, per le organizzazioni e per gli enti pubblici”, premettono le mozionanti: “Non si tratta di una questione marginale o di un beneficio accessorio, bensì di una condizione strutturale per il benessere delle persone, per la qualità del lavoro e per la coesione sociale”. E in effetti il Cantone ha sviluppato negli ultimi anni politiche attive per la conciliabilità, “riconoscendo esplicitamente quest’ultima come fattore di benessere, parità e sviluppo economico. Per il quadriennio 2025-28 il Cantone ha presentato diverse azioni da ampliare per sostenere la conciliabilità vita-lavoro, soprattutto per i genitori, con la creazione ad esempio di strutture di nidi e micro-nidi e di centri extrascolastici”.

‘Segnale politico chiaro alla comunità’

Per un Comune come Bellinzona, “datore di lavoro diretto di diverse centinaia di dipendenti e riferimento istituzionale per l’intera comunità, adottare esplicitamente la conciliabilità vita-lavoro come principio guida e obiettivo operativo nella propria normativa organizzativa significa riconoscere che il benessere dei collaboratori e delle collaboratrici è strategico per la qualità dei servizi pubblici; affermare che l’amministrazione comunale intende essere un datore di lavoro attrattivo, moderno e rispettoso delle persone; dare un segnale politico chiaro all’intera comunità promuovendo una cultura organizzativa che può fare da esempio anche al tessuto economico locale; ridurre le disuguaglianze di genere, poiché sono ancora prevalentemente le donne a subire le conseguenze di una cattiva conciliabilità in termini di carriera, reddito e pensione”.

Leggi anche:
Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali