Scosse di magnitudo 1 indotte da lunedì nel tunnel a 1,5 km di profondità per studiare formazione delle faglie e segnali precursori

Ricercatori del Politecnico federale di Zurigo (Eth) provocheranno artificialmente da lunedì per diversi giorni una serie di terremoti al Laboratorio sotterraneo Bedretto per le geoscienze e le geoenergie (BedrettoLab). Lo scopo dello studio è migliorare la previsione dei sismi. Quello scatenato nel nord del Ticino avrà una magnitudo 1, non percepibile dall'essere umano.
Lo hanno indicato i responsabili del team all'agenzia Keystone-Ats. Il BedrettoLab è un'infrastruttura di ricerca unica nel suo genere, gestita dall'Eth, che consente di studiare da vicino l'interno della Terra. Situato a una profondità di un chilometro e mezzo al di sotto della superficie, il laboratorio si trova nel mezzo di una galleria di 5,2 chilometri che collega il Ticino con la galleria ferroviaria di base del Furka, situata tra Realp (Ur) e Oberwald (Vs).
Grazie alle tecnologie di ultima generazione, il BedrettoLab offre condizioni ideali per condurre ricerche sperimentali incentrate sul comportamento del sottosuolo profondo. Ambiti di studio sono ad esempio l'energia geotermica e la fisica dei terremoti, si legge sul sito del BedrettoLab.
Presso il laboratorio vi è un tunnel laterale, lungo 120 metri, che si sviluppa parallelamente a una zona di faglia naturale. Grazie a questa posizione, i ricercatori possono studiare in dettaglio come un terremoto si forma in un determinato punto di una faglia e come si propaga lungo di essa fino a esaurire la propria energia, ma non solo: cercheranno anche segnali precursori che, un domani, potrebbero aiutare a prevedere i terremoti più forti.
I pozzi scavati per raggiungere la faglia sono dotati di una vasta gamma di sensori e strumenti, che formano una rete di monitoraggio "unica al mondo". Alcuni consentiranno anche di iniettare acqua per innescare un terremoto di magnitudo 1, un valore ben inferiore alla soglia di percezione umana ma comunque in grado di produrre forti movimenti del sottosuolo.
La ricerca è promossa dal progetto Fear (Fault Activation and Earthquake Rupture, letteralmente attivazione delle faglie e rottura sismica), finanziato dal Consiglio europeo della ricerca con quattordici milioni di euro (poco meno di tredici milioni di franchi al cambio attuale).