Sette domande depositate da Giuseppe Sergi che toccano aspetti quali la percezione dei giovani, la comunicazione, la prevenzione e le misure da adottare

Sette domande principali e molti interrogativi secondari sono stati posti al governo dal Movimento per il socialismo in un’interpellanza presentata da Giuseppe Sergi in merito al caso del docente delle Medie di Giubiasco arrestato per atti sessuali con fanciulli. Il testo riprendendo il nostro articolo di sabato 11 aprile ripercorre gli avvenimenti venuti a galla nelle ultime settimane, il fatto che da molto tempo fosse un tema di discussione tra i ragazzi, l’assenza di segnalazioni formali antecedenti all’episodio dal quale è nato l’arresto, la gestione comunicativa dell’istituto, la cui direzione aveva informato gli allievi dell’assenza del docente “per malattia”. “Il Decs ricorda che dal 2023 sono in vigore le Direttive sui comportamenti inadeguati e che esiste un obbligo di denuncia sancito dalla Legge organica dei dipendenti dello Stato. Tuttavia, il caso di Giubiasco solleva interrogativi profondi sull’efficacia della vigilanza, sulla capacità delle scuole di riconoscere e affrontare tempestivamente segnali di rischio, sulla cultura interna degli istituti e sulla reale diffusione delle misure di prevenzione”.
L’Mps formula dunque all’indirizzo del Consiglio di Stato una lunga serie di interrogativi: che inizia con la richiesta di spiegazioni sui motivi per i quali da un decennio un docente abbia potuto agire indisturbato, “nonostante comportamenti predatori fossero osservati e commentati da più allieve/i ed ex allieve/i”. In seguito viene chiesta al CdS una valutazione sul fatto che “numerosi allievi hanno interpretato la relazione tra docente e allieva come ‘innamoramento’. Quali riflessioni trae il Decs rispetto alla mancanza di strumenti critici, alla normalizzazione di dinamiche di potere e alla scarsa percezione del rischio da parte degli studenti?”.
Il terzo quesito tocca l’aspetto della comunicazione e il motivo per il quale è stata scelta la formula “per malattia”. Sergi chiede di sapere se la comunicazione sia stata concordata con il Decs e quali alternative siano state valutate. “Come si giustifica una scelta che ha contribuito a un clima di sfiducia e percezione di copertura istituzionale?”.
La quinta domanda si sofferma sulla prevenzione. Quali sono le misure attualmente operative (programmi attivi, formazioni obbligatorie per docenti, direzioni e personale, strumenti a disposizione degli allievi)? Dopo aver chiesto quante sedi scolastiche sono attualmente coinvolte in attività di prevenzione e sensibilizzazione, l’interrogazione dell’Mps chiude con un quesito sulle misure immediate che il Decs intende adottare per contrastare “il clima di omertà e banalizzazione che sembra emergere dal caso di Giubiasco”.