In un’interrogazione, Daniele Piccaluga e altri sei granconsiglieri sostengono che quanto accaduto sia di una ‘gravità inaudita’

Dopo le interrogazioni di Più Donne e dei Verdi Liberali, arriva anche quella della Lega. Sono infatti ancora molte le domande senza risposta che ruotano attorno al caso del docente delle scuole medie di Giubiasco, arrestato il 17 marzo con l’accusa di reati legati alla sfera sessuale ai danni di alcune alunne sotto i 16 anni: alle richieste di chiarimento sulle misure adottate nei confronti delle vittime e sui protocolli del caso, si aggiungono quelle della Lega, rivolte al Consiglio di Stato (CdS), in particolare al Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (Decs).
Daniele Piccaluga e i cofirmatari Boris Bignasca, Stefano Quadri, Maruska Ortelli, Sem Genini, Andrea Sanvido e Stefano Tonini sostengono che “non si tratta più soltanto di un caso penale individuale – che farà il suo corso – bensì di un possibile fallimento sistemico nei controlli, nella gestione del personale e nella tutela degli allievi”. I granconsiglieri leghisti fanno riferimento a quanto emerso da testimonianze raccolte da laRegione, dalle quali risulterebbe che il 37enne indagato non fosse in possesso dell’abilitazione all’insegnamento e beneficiasse del cosiddetto “incarico limitato”, che gli sarebbe stato rinnovato a oltranza. “Se confermata – sostengono – tale circostanza solleva interrogativi politici pesantissimi: non solo sulla qualità del reclutamento del personale docente, ma soprattutto sulla capacità dello Stato di prevenire situazioni a rischio in ambiti sensibili come quello scolastico”. Per il movimento di via Monte Boglia, “non è tollerabile che nella scuola pubblica possano operare per anni docenti non abilitati, tanto più quando emergono fatti di una gravità inaudita”.
Alla luce di queste considerazioni, chiedono all’Esecutivo cantonale se ritenga accettabile che una persona non abilitata possa insegnare per anni; se “esiste una relazione tra la precarietà del suo statuto (incarico limitato) e un eventuale minor livello di controllo o supervisione”; se il Decs “può escludere che vi siano altri casi analoghi” e quanti siano i docenti attualmente attivi nel cantone privi dell’abilitazione.Il coordinatore della Lega dei Ticinesi e i cofirmatari, “alla luce di questo fatto gravissimo”, desiderano inoltre sapere quali misure immediate il CdS intenda adottare per rafforzare i controlli sui docenti, “limitare drasticamente il ricorso a personale non abilitato” e “garantire una tutela effettiva degli allievi”. Chiedono infine se il CdS ritenga che “i protocolli attuali abbiano davvero funzionato, oppure questo caso dimostra che il sistema interviene solo quando il danno è già avvenuto”.