Il rapporto di maggioranza della Gestione approva il progetto con alcune raccomandazioni. ‘No’ di quello di minoranza: ‘Mancherà il controllo democratico’

Non fa l'unanimità il progetto del Municipio di costituire l’Ente autonomo Bellinzona Anziani (Bea) che dovrebbe avere il compito di gestire la rete di infrastrutture per la terza e quarta età non più autosufficiente. Dopo gli emendamenti al messaggio municipale inoltrati da Pc e Mps, anche la Commissione della gestione del Consiglio comunale turrito è divisa. Nel rapporto di maggioranza – relatore Patrick Rusconi (Plr) – si ritiene da un lato che il Bea possa rappresentare per la Città “uno strumento moderno, flessibile e adeguato a governare un ambito sempre più complesso e strategico”. Dall'altro, però, pur invitando il plenum ad accogliere il messaggio, vengono anche formulate alcune raccomandazioni: si invita ad esempio l'esecutivo cittadino a “definire un mandato di prestazione chiaro, misurabile e periodicamente verificabile, che stabilisca obiettivi qualitativi, indicatori di performance e criteri di trasparenza finanziaria”. La minoranza della Gestione, invece, nel suo rapporto – relatore Brenno Martignoni Polti (Noce) – raccomanda invece al Consiglio comunale di respingere il progetto. Minoranza che teme in particolare che si sottragga il settore anziani “ai meccanismi di controllo democratici”.
Ricordiamo che la costituzione del Bea è legata a un altro messaggio municipale, ovvero al rilevamento da parte del Comune della casa anziani Greina – il cui valore a bilancio a fine 2026 ammonterà a quasi 2,5 milioni di franchi –, integrando poi di conseguenza la struttura nella rete anziani della Città e, dal 2027, nell’eventuale nuova ente autonomo. Ente autonomo che, stando all'esecutivo, dovrebbe da un lato contribuire alla sostenibilità del sistema e dall’altro alla semplificazione dei flussi finanziari tra i vari attori, garantendo alla rete il controllo pubblico ma fornendole la necessaria flessibilità operativa. Una visione che per la maggioranza della Gestione è “coerente e lungimirante, capace di anticipare gli sviluppi normativi e di consolidare la rete cittadina in un assetto più moderno e funzionale”. Come detto, però, nel rapporto di maggioranza, pure esprimendo un giudizio favorevole al progetto, si formulano anche “alcune raccomandazioni che possano accompagnare l’avvio dell’ente e rafforzarne la solidità nel tempo”. Nell'ambito di un mandato di prestazione che dovrà essere chiaro e verificabile, si auspica un “sistema di reporting regolare al Consiglio comunale dovrà garantire piena informazione sull’andamento gestionale e sull’evoluzione dei costi”. La maggioranza dei commissari raccomandano inoltre che “nei primi anni di attività venga predisposta una valutazione intermedia dell’operatività dell’Ente, al fine di verificare il raggiungimento degli obiettivi prefissati e di apportare eventuali correttivi”. Particolare attenzione dovrà poi essere riservata “alla pianificazione strategica delle infrastrutture, in modo da coordinare l’evoluzione delle strutture con i bisogni demografici e con le indicazioni cantonali, evitando duplicazioni e garantendo una distribuzione equilibrata dell’offerta sul territorio”. Non da ultimo, la maggioranza dei commissari auspicano uno sviluppo progressivo di “sinergie con gli altri attori regionali del settore, favorendo una visione comprensoriale e collaborativa che possa rafforzare l’intera rete del Bellinzonese”.
La maggioranza ritine che il Bea consenta insomma di “concentrare competenze, responsabilità e visione strategica in un’unica entità, senza rinunciare al controllo pubblico”. Ma è proprio su quest'ultimo punto che la minoranza della Gestione non si trova concorde: ricordando che già in passato era stato espresso malessere “da diverse forze cittadine circa la governance sotto forma di Ente autonomo”, la minoranza ritiene che il Municipio continui “a percorrere e a perseguire queste dinamiche di insana indipendenza, non più soggette alle istanze preposte, di nomina popolare”. Il timore è che con la costituzione del Bea “il Legislativo non sarà più chiamato a esprimere indirizzi e orientamenti in merito alle politiche sugli anziani”. Sarà inoltre “privato, in larga misura, di qualsivoglia competenza in punto a tariffe, uso spazi e offerta servizi”. Insomma, il Consiglio comunale “sarebbe per lo più coinvolto soltanto marginalmente e a mero titolo consultivo”. In altre parole “i compiti e le responsabilità di settore possono continuare a essere più efficacemente assorbite dall’amministrazione centrale”. E ciò risulterebbe essere “una formidabile espressione di solidarietà ad opera di una Città che si fa più vicina ai bisogni della terza età”. A ciò va poi aggiunto che, al momento, dalla rete anziani della Città sarebbero “escluse altre case di riposo, operanti sul territorio” – ovvero l’Aranda di Giubiasco, la Paganini Rè di Bellinzona e la Residenza Visagno di Claro – così come l’Abad (Associazione bellinzonese per l’assistenza e cura a domicilio). Ed è proprio in questa direzione che vanno anche gli emendamenti proposti da Mps (integrare nel Bea anche le altre tre case di riposo e l'Abad) e Pc (Il legislativo dovrebbe potersi esprimere anche su tariffe, uso spazi e offerta servizi).