Hotellerie Suisse del Sopraceneri sostiene il progetto da 19 milioni per la valorizzazione turistica e culturale dei castelli bellinzonesi

Sì alla valorizzazione del patrimonio Unesco di Bellinzona per la quale il Consiglio comunale ha stanziato settimana scorsa 19 milioni di franchi e, nel dettaglio, sì all’entrata a pagamento di taluni spazi oggi liberi e alla denominazione Fortezza, entrambi elementi contestati dal referendum lanciato dal Noce. Hotellerie Suisse del Sopraceneri sostiene “con convinzione” il progetto voluto da Città e Cantone, intravedendo “un’importante opportunità di sviluppo turistico, economico e commerciale destinata a rafforzare il ruolo di Bellinzona nel panorama turistico cantonale e a generare ricadute positive per l’intera regione del Sopraceneri, creando nuove opportunità per strutture ricettive e ristorative, per il commercio e per altri settori presenti e futuri”. Così facendo, e con la prospettiva di triplicare il numero di visitatori, Bellinzona “potrà esprimere pienamente il potenziale della propria Fortezza”.
Sui punti sensibili, la denominazione unitaria Fortezza – sottolinea la società degli albergatori sopracenerini – è riconosciuta anche dall’Unesco, l’agenzia dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, “quale espressione del suo valore universale eccezionale” che sembra travalicare il concetto di ‘castelli’ in uso comune. Il previsto sistema di ticketing per accedere alla corte interna di Castel Grande e alla parte sotterranea della murata, con però la gratuità assicurata ai domiciliati, “rappresenta un elemento rilevante anche dal punto di vista turistico e commerciale. Per i tour operator, infatti, le attrazioni a pagamento costituiscono spesso un elemento di interesse, poiché permettono di integrare le offerte di visita anche attraverso sistemi di commissione legati alle attrazioni turistiche”.
Il progetto, ricordiamo, anche attraverso le nuove tecnologie prevede la realizzazione di mostre permanenti, l’apertura al pubblico di spazi finora inaccessibili e l’introduzione di una gestione dedicata. “Questi interventi permetteranno alla città e alla regione di rafforzare la propria attrattività turistica verso i mercati limitrofi e quelli continentali e intercontinentali”. Il progetto prevede “la trasformazione dei castelli in luoghi aperti e accessibili a tutti, attraverso interventi mirati alla fruibilità dei camminamenti e la creazione di percorsi privi di barriere”. Oltre a ciò, la prima fase del progetto avrà una durata di circa quattro anni e l’apertura al pubblico dei nuovi spazi potrebbe avvenire in tempo per l’avvio di un altro importante progetto di valorizzazione della città: Bellinzona capitale culturale svizzera 2030, che permetterebbe alla Turrita – se così deciderà la speciale giuria – di vivere un anno di grande interesse e forte attrattività.