La sezione dei Bellinzona ritiene che i cittadini debbano potersi esprimere direttamente sulla valorizzazione sito Unesco

“Parlare dei ‘Castelli di Bellinzona’ non è soltanto un’abitudine linguistica: è il modo con cui generazioni di cittadini hanno riconosciuto e trasmesso questo luogo simbolo della città”. Inoltre “preservare la possibilità di accedere liberamente alle corti interne e ai percorsi attorno alle mura significa mantenere un legame diretto tra questi luoghi e la vita della città”. È con queste motivazioni che la sezione locale di Avanti con Ticino & Lavoro sostiene il referendum lanciato dal Noce contro il credito di circa 19 milioni di franchi per valorizzare il sito Unesco. Credito che era stato approvato dal Consiglio comunale con 47 voti favorevoli, 5 contrari e 3 astensioni lo scorso 9 marzo. “Sostenere la raccolta firme – per la riuscita servono 3’000 sottoscrizioni, ndr – non significa opporsi alla valorizzazione dei Castelli”, precisano Valentina Mühlemann e Lia Sansossio-Cippà in un comunicato. “Al contrario. Tutti condividiamo l’obiettivo di promuovere e proteggere questo straordinario patrimonio”. Tuttavia, “è giusto che il loro futuro venga discusso e deciso insieme alla popolazione”, sottolineano le due consigliere comunali.
Oltre alla denominazione di ‘Castelli’ al posto di ‘Fortezza’ e al libero accesso anche alla murata, così come alla corte interna di Castel Grande, Mühlemann e Sansossio-Cippà ritengono pure che “la gestione pubblica di questo patrimonio” sia un tema importante che meriti un dibattito pubblico. Ricordiamo infatti che il progetto del Municipio prevede che il sito Unesco venga gestito da una Fondazione controllata da Città, Cantone e Organizzazione turistica regionale. Tuttavia, “per molti cittadini è importante che un bene così significativo continui a essere amministrato direttamente nell’ambito delle istituzioni pubbliche, con piena trasparenza e responsabilità verso la comunità”.