Il 7 marzo al Mercato coperto iniziativa in occasione del pasto di fine giornata durante il mese di Ramadan

Promuovere la conoscenza tra mondo cristiano e mondo islamico, in uno spirito di amicizia e di fraternità universale. È quanto si propone l’iniziativa promossa dalla Comunità islamica del Sopraceneri, con il supporto del Programma d’integrazione cantonale, in calendario sabato 7 marzo a partire dalle 18.15 al Mercato coperto di Giubiasco. Per l’occasione, la comunità islamica invita tutti gli interessati a un iftar condiviso.
Fabio Leidi, tra coloro che da qualche anno approfittano dell’ospitalità della comunità islamica per favorire un avvicinamento tra le due religioni, ci fornisce qualche spiegazione supplementare: «L’iftar, in buona sostanza, è il pasto che conclude il digiuno quotidiano durante il mese del Ramadan (19 febbraio-20 marzo). Si tratta di un momento di socializzazione dopo l'astinenza da cibo e acqua protrattasi dall’alba al tramonto. È un’iniziativa giunta al terzo anno e aperta a chiunque sia interessato a vivere questo percorso. Si inizia con un breve saluto dell’imam Luan Afmataj, la guida spirituale dei musulmani del Sopraceneri, al quale fa seguito una veloce preghiera in un angolo del Mercato coperto, preghiera alla quale anche i cristiani sono invitati ad assistere. Dopodiché ha inizio il pasto vero e proprio. Lo scorso anno l’iniziativa ha attirato circa 300 persone, un terzo circa cristiani. Si tratta di un impegno organizzativo non indifferente, interamente gestito dai volontari della comunità islamica».
All’origine dell’iniziativa, l’imam Afmataj: «Personalmente – prosegue Leidi – stavo cercando contatti con il mondo musulmano, quando ho avuto l’opportunità di conoscerlo. È nata un’amicizia interreligiosa. Faccio parte di un gruppo di cristiani interessati a promuovere la conoscenza reciproca e l’amicizia, attraverso le quali guardare al mondo islamico non più sulla base di una cortina di diffidenza e sospetto, bensì nella consapevolezza che Dio è un mistero e che nessuno di noi ha in mano le chiavi della verità. Una conoscenza reciproca è importante, anche perché in futuro il numero di musulmani in Occidente sarà sempre maggiore. Benvenga dunque un’occasione di avvicinamento come quella del 7 marzo».
Lo scambio culturale tra islam e cristianesimo non si esaurisce però lì: «Nel corso dell’anno proponiamo altre iniziative. Spesso invitiamo un personaggio interessante a parlarci della sua esperienza, ma in passato abbiamo anche proposto pièce teatrali a tema. Da fine aprile, nella Facoltà di teologia di Lugano, sarà visitabile una mostra sulla Chiesa d’Algeria ai tempi della guerra civile degli anni Novanta, guerra che causò la morte di migliaia di musulmani – tra cui un centinaio di imam –, ma anche di una ventina di preti e suore».
Tornando all’evento del 7 marzo, l’iscrizione è obbligatoria e da inoltrare entro il 2 marzo a moschea.bellinzona@gmail.com. Entrata gratuita, contributi volontari benvenuti.