Sant’Antonino mette mano alla ‘chiocciola’ sopraelevata che allaccia la ‘tirata’ alla zona commerciale e artigianale

Sarà presto completamente risanato l’unico cavalcavia che consente di raggiungere la zona commerciale e produttiva di Sant’Antonino dalla ‘tirata’ e di immettersi su quest’ultima per camion e vetture provenienti da negozi e ditte. Parlando di “infrastruttura strategica per la mobilità comunale e per l’accesso alla zona industriale”, il Municipio chiede infatti al Legislativo di stanziare 1,9 milioni di franchi, non sussidiati.
L’intervento radicale si rende necessario avendo il cavalcavia Caverra/Gorelle, realizzato a fine anni 70, subìto il naturale degrado dei materiali. Si tratta ora di “ripristinare le condizioni strutturali e funzionali, garantendone la sicurezza e la durabilità nel medio-lungo periodo”. Approfondite dal profilo tecnico ed economico tre varianti d’intervento (minima, media e massima), l’Esecutivo ha optato per la prima ritenendola “più proporzionata e sostenibile” e in grado di “garantire la piena funzionalità nei prossimi decenni”.
Sono previsti il rifacimento completo della pavimentazione con demolizione e asportazione degli strati esistenti; una nuova impermeabilizzazione della piattabanda; la sostituzione delle barriere metalliche laterali; il rifacimento dei cordoli e dei giunti di dilatazione; la sostituzione degli appoggi statici ormai giunti a fine vita; il rinforzo delle travi prefabbricate mediante l'applicazione di lamelle in fibra di carbonio per migliorare la capacità portante; la protezione delle superfici in calcestruzzo contro la carbonatazione e gli agenti aggressivi; il ripristino del calcestruzzo e delle armature nelle zone interessate da fenomeni di deterioramento; la realizzazione di un nuovo sistema di smaltimento delle acque meteoriche.
L’inizio lavori è previsto nell’autunno 2026, compatibilmente con i tempi della procedura di pubblicazione e della successiva messa in appalto; la durata complessiva è stimata in circa 260-280 giorni lavorativi. Per garantire un’organizzazione razionale del cantiere e limitare i disagi alla circolazione, le opere sono state suddivise in sei tappe operative.