Bellinzonese

Espulsi dal Rabadan 200 ‘maranza’. E Tuto Rossi taccia le mozionanti di ‘fascismo’

Diverse decine di giovani incappucciati e col giubbotto antiproiettile sono stati intercettati senza biglietto e portati fuori dal perimetro del Carnevale

Provocazioni... e giù botte
(Ti-Press)
18 febbraio 2026
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Chi (e perché) picchia durante il Rabadan di Bellinzona? Un tema tornato di stretta attualità, anche politica, a seguito della mozione presentata dalle consigliere comunali Maura Mossi Nembrini (Più Donne) e Lorenza Giorla Röhrenbach (Fa/Verdi) che dopo quanto visto durante l'ultima edizione chiedono alle autorità cittadine un giro di vite, specialmente per quanto riguarda l’accesso di minorenni, con misure volte a limitare la distorsione del sano divertimento. Mentre il Municipio, come a ogni fine Rabadan, attende a breve i dati della polizia e si confronterà nei prossimi giorni col comitato, il suo presidente Giovanni Capoferri descrive una situazione tutto sommato migliore rispetto al passato. E mentre la mozione suscita ampio dibattito anche sui social – dove invero molti utenti riconoscono il problema degli adolescenti lasciati liberi di fare ciò che vogliano dai genitori – su Facebook a reagire duramente è un altro consigliere comunale, il democentrista Tuto Rossi, che taccia le due colleghe di “fascismo inconsapevole”.

‘Servizio d'ordine pronto a intercettarli’

«I dati in nostro possesso – premette Giovanni Capoferri interpellato dalla ‘Regione’ – dicono che nemmeno quest’anno ci sono più stati eventi gravi o molto gravi come quelli che capitavano dieci o vent’anni fa. Quando ero il responsabile della sicurezza – ricorda – non mancavano mai grosse risse, ferimenti anche gravi e danneggiamenti a edifici e strutture. Oggi invece nessun atto di vandalismo è stato denunciato, sebbene non siano mancate aggressioni fisiche. Purtroppo dobbiamo prendere atto che le teste calde non mancano mai, ma sono poche in rapporto alle svariate migliaia di giovani e persone che durante la notte sono qui per divertirsi in modo pacifico». Poche – sebbene una sola sia già una di troppo – anche perché il servizio d’ordine «era preparato a intercettare determinati elementi». E cioè? «I cosiddetti ‘maranza’. E infatti durante le cinque nottate ne abbiamo trovati circa duecento. Entrati probabilmente prima dell'orario d'inizio dei bagordi, sono stati accompagnati ed espulsi dal perimetro del Carnevale non tanto perché fossero ‘maranza’ in sé, ben riconoscibili dalla tenuta scura, dal giubbotto antiproiettile, dal cappuccio e dal passamontagna. Ma perché privi di regolare biglietto d'entrata. Ne sono certo: vista la loro problematicità di fondo, il fatto di averli allontanati ha ridotto il rischio di pestaggi e risse».

Per ‘maranza’, tagliando con l’accetta, sono da intendere gruppi di giovani protagonisti della movida violenta, dediti alle provocazioni, aggressioni verbali e fisiche, risse, furti e rapine. La pensilina dei bus di Lugano – ed è la cronaca dell'anno scorso a parlare – è uno dei luoghi simbolo dei ‘maranza’ ticinesi, senza disdegnare gli eventi a grande richiamo. Un fenomeno che se letto con altre lenti indica la presenza di un disagio psicosociale e identitario, specialmente nelle città del Nord Italia, ben presto sconfinato in Ticino.

Il comitato: ‘Giovani sempre più responsabili’

In un comunicato stampa il comitato pala di 200mila presenze (come l'anno scorso, cifra record) e afferma che l’edizione appena conclusa si è svolta in un clima positivo e disteso. Nonostante l’elevata affluenza, i dati legati alle diffide e agli interventi presso la tenda sanitaria sono rimasti in linea con quelli dello scorso anno, confermando l’efficacia delle misure adottate e dell’organizzazione complessiva. Un segnale incoraggiante che evidenzia anche un comportamento sempre più responsabile dei partecipanti, in particolare dei giovani”.

‘I minorenni non sono minorati mentali’

Chi è volato alto è Tuto Rossi. Partendo con un “Ecco il fascismo inconsapevole di Verdi e Più donne”, su Facebook spiega di aver “sempre pensato che dietro il movimento dei Verdi si nasconde un'anima fascista, anche se i loro militanti, come le maestrine Maura Mossi Nembrini e Lorenza Giorla Röhrenbach, non lo sanno”. A parte che la seconda fa parte del Forum alternativo, Rossi che in passato aveva militato nel Partito socialista autonomo per poi diventare democentrista, ritiene che “per questi politici la gente è scema, non capisce quello che è bene per lei e dunque bisogna educarla a colpi di divieti e punizioni. Il loro ideale è la divietocrazia, che storicamente ha sempre anticipato il fascismo. Il loro bersaglio sono i giovani che bisogna forgiare (come diceva Mussolini). Le loro nemiche sono la spensieratezza e la libertà. Per loro i minorenni sono minorati mentali a cui bisogna mettere la briglia perché da soli si fanno male. Si divertono e si ubriacano a carnevale e sono felici? Per i Verdi la felicità dei giovani è una minaccia. Il Rabadan è una bellissima festa che dura da 170 anni, nella quale giovani, adulti e vecchi si mischiano felicemente, mettendo da parte divieti e regolamenti però nel rispetto reciproco”.

Possibli querele: ‘Scrive cose false, una caricatura polemica’

Termini, frasi e concetti che inducono Maura Mossi Nembrini a «meditare un'eventuale querela penale», mentre Lorenza Giorla Röhrenbach «con grande probabilità» la presenterà. E aggiunge: «Noi vorremmo vietare la festa o imporre una presunta divietocrazia? Questa è una rappresentazione falsa e gravemente distorta. La mozione non chiede di abolire il carnevale, né di limitarne lo spirito. Ma di verificare se l’attuale modello organizzativo garantisca davvero sicurezza, tutela dei minorenni e rispetto delle leggi vigenti, responsabilità che spettano anche alle autorità quando autorizzano eventi su suolo pubblico”. Quanto alle parole di Tuto Rossi «che parla di “fascismo inconsapevole” arrivando a descrivere le nostre intenzioni come ostili alla libertà e alla felicità dei giovani, ebbene sono parole pesanti che non solo travisano il contenuto della mozione, ma spostano il confronto dal merito delle proposte all’attacco personale e ideologico. Io rivendico invece il diritto e il dovere di porre domande serie su sicurezza, responsabilità pubblica e tutela dei minori quando si parla di una manifestazione che coinvolge svariate migliaia di persone. Questo non è autoritarismo: è politica responsabile. Il dibattito è legittimo, le critiche anche. Ma devono basarsi su ciò che è stato realmente scritto, non su caricature polemiche».

‘Sbagliato girare la faccia dall'altra parte’

I dati dicono che non sempre è così. E nemmeno i commenti al suo post. Molti ritengono infatti che qualcosa occorra fare. “La felicità dei giovani minorenni è riempirsi di alcool, diventare molesti e vomitare e pisciare in giro ovunque? La legge vieta la vendita di alcool ai minorenni. Che si istituiscano controlli più severi. Non mi sembra una cosa così apocalittica come la descrive lei”. Una donna propone di importare a Bellinzona un modello a suo dire virtuoso: “Vietare no, ma fare ad esempio come al Carnevale di Malvaglia: un minorenne entra con un braccialetto di colore diverso. Per acquistarlo, un adulto si deve presentare direttamente alla cassa e firmare un foglio in cui dice che è responsabile per gli eventuali danni che farà quel minore”. Un altro signore rileva che “il problema dei minorenni c'è e va approfondito e risolto: è una realtà ed è dimostrata con i fatti. Le mozionanti non dicono niente di sbagliato e per fortuna hanno sollevato il quesito. La società Rabadan dovrà analizzare e risolvere, con la collaborazione del Municipio, le varie problematiche sollevate. I politici e i genitori devono portare il loro contributo perché è nell’interesse di tutti evitare i disagi che i sanitari e le forze dell’ordine hanno dovuto contrastare. Ognuno deve fare il suo esame di coscienza e non girare la faccia dall’altra parte per non occuparsi di questi problemi”.

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