Bellinzonese

Appuntamento a Bellinzona per la Giornata del malato

Sabato 28 febbraio l’associazione organizza a Spazio Aperto una mattinata di riflessione aperta a tutti sul tema ‘Autodeterminati e coinvolti’

18 febbraio 2026
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Doppio appuntamento sabato 28 febbraio e domenica 1° marzo in occasione della Giornata del malato 2026 che segna il traguardo del messo secolo. L'associazione che si occupa dell'evento nella Svizzera italiana propone anzitutto una mattinata, aperta a tutti gli interessati, allo Spazio Aperto in via Gerretta 9A a Bellinzona. Evento pubblico rivolto alla popolazione, alle famiglie e ai professionisti della salute, concepito come momento di incontro, approfondimento e confronto. Il tema scelto è ‘Autodeterminati e coinvolti’, che invita a porre l’attenzione sull’importanza della partecipazione attiva delle persone malate e delle loro famiglie nei percorsi di cura, valorizzando l’ascolto, il rispetto e il coinvolgimento consapevole nelle decisioni che riguardano la salute e il benessere.

A partire dalle 10, dopo i saluti iniziali e le presentazioni alla presenza della consigliera di Stato Marina Carobbio, spazio alle relazioni con gli interventi del medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva Alberto Pellai (per l’ambito psicoterapeutico), della pediatra Patrizia Tessiatore (per l’intervento ambulatoriale) e del caposervizio al Pronto soccorso pediatrico Eoc di Bellinzona Gianluca Gualco (per l’intervento stazionario). Dalle 11.15 tavola rotonda moderata dalla giornalista scientifica Maria Grazia Buletti. Conclusione verso mezzogiorno. Iscrizione obbligatoria (massimo 150 persone) via mail a segretariato@agmsi.ch.

“Il tema del 2026 – sottolinea l'Associazione giornate del malato della Svizzera italiana – nasce dalla necessità di non sentirsi mai messi da parte, di non essere trattati come qualcosa che ‘succede’ ma come qualcuno che vive, sente, pensa, desidera. Autodeterminarsi vuol dire poter dire ‘io’, anche quando tutto sembra volerlo cancellare”. Vuol dire scegliere cos’è importante, fa bene, dà respiro alle giornate. Vuol dire essere rispettati nella propria identità, tempi, speranze. Vuol dire non dover portare da soli il peso delle decisioni. Avere accanto persone che non decidono al posto tuo, ma con te. Persone che chiedono, ascoltano, restano. Il coinvolgimento vero è quello che ti fa sentire parte, non un peso. Che ti ricorda che la tua voce conta, che la tua presenza ha valore, che la tua esperienza può diventare un punto di riferimento per chi ti sta vicino e per la comunità”.

Il giorno successivo, domenica, l'Associazione giornate del malato della Svizzera italiana visiterà gli ospiti e gli operatori del Reparto acuti minor intensità dell'Eoc a Mendrisio, della residenza per anziani Ca’ Rezzonico di Lugano e della casa anziani di Paradiso.