Bellinzonese

E fu così che l’ex miss Svizzera incoronò il nuovo re Rabadan

Partito il Carnevale numero 163 nel nome di Igor Pesciallo. Al suo fianco Consuelo Nani come regina. E attenti al giullare di corte, ne ha per tutti

Momento storico
(Ti-Press/Golay)
12 febbraio 2026
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All’urlo di «Varda che bell» e sulle note degli AC/DC il Re Rabadan, in arte Ul Pescia e all’anagrafe Igor Pesciallo, ha ufficialmente preso le redini dell’effimero regno di Bellinzona in una gremita Piazza Collegiata trasformata per l’occasione in un festoso e variopinto anfiteatro. Parecchie le novità della 163esima edizione inaugurata questa sera davanti a circa tremila persone. Anzitutto, da mesi c’era attesa per la nuova regina. Ebbene Consuelo Nani, già damigella durante il precedente regno di Renato Dotta, l’ha spuntata su altre sette candidate aggiudicandosi l’ambìto titolo nobiliare al termine di una severa selezione. Un’altra novità, che torna dopo anni di assenza, è il ruolo di giullare di corte, ricoperto da Jonas Sgroi, spregiudicato quanto basta e con la battuta sempre in canna. Tre le damigelle chiamate a rimpolpare la corte: Jamini Zanni, Carolina Guaita e Sara Ghilardi.

L’incarico di incoronare re Igor è stato affidato a una che di corone se ne intende, quella Christa Rigozzi designata miss Svizzera nel 2006, esattamente vent’anni fa, e da allora apprezzata conduttrice televisiva Oltralpe e attiva in vari contesti pubblicitari, artistici e legati alla moda. Al presidente della società Rabadan, Giovanni Capoferri, l’onore di incoronare invece la nuova regina.

A segnare l’avvio ufficiale dei bagordi è stato il passaggio delle chiavi della città dalle mani del sindaco Mario Branda a quelle del re. Il quale, avendo la musica nel sangue, ha voluto che fosse proprio la sua grande passione, linguaggio universale e spina dorsale dei bagordi in maschera, a caratterizzare la cerimonia con l’esibizione della Raba Big Band, formata da una dozzina di componenti pescati in varie guggen. E in effetti, evase le formalità gestite da Jonas Balmelli e Fabrizio Casati, la cerimonia si è chiusa in musica. Se per Capoferri il Rabadan è «tradizione, appartenenza e rinnovamento», per il sindaco il divertimento dev'essere sinonimo di «festa con testa». Esame peraltro superato per la piazza e la scalinata della chiesa Collegiata, tornate dopo tanti anni ad accogliere la cerimonia nel più classico accostamento fra sacro e profano.

Ti-Press/GolayCorte al completo nella gremita Piazza Collegiata