QUINTO

Elementari unificate nel centro scolastico di Ambrì

La sede di Rodi, che attualmente ospita una pentaclasse di 19 bambini, verrà destinata ad altre attività. Sarà creato un servizio di pre e doposcuola

(La pentaclasse di Rodi si trasferirà ad Ambrì Ti-Perss)
9 febbraio 2026
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In Alta Leventina, a partire dall'anno scolastico 2027-28, vi sarà una sola sede di scuola elementare, quella di Ambrì. La notizia, invero, non è nuova e già se ne era parlato nei mesi scorsi anche in sede di aggregazione, ma adesso a garantire l'ufficialità è arrivato il timbro di un comunicato diramato dal Municipio di Quinto. Nel quale si legge che “la riorganizzazione è il risultato di una riflessione approfondita – condivisa con l’Ispettorato scolastico e la direzione dell’Istituto scolastico dell’Alta Leventina – che tiene conto dell’evoluzione del numero di allievi, della necessità di garantire un utilizzo efficiente delle risorse comunali e di migliorare l’organizzazione complessiva dell’attività scolastica”.

Toccata dal provvedimento, come precisa il sindaco di Quinto Davide Gendotti, «sarà una pentaclasse che in totale comprende 19 ragazzi e ragazze. Questi andranno a unirsi ai 35 allievi e allieve che già frequentano il centro scolastico di Ambrì. Al momento, non ci si è ancora chinati sulla gestione pratica dell'unione: il numero delle sezioni che si verranno a creare andrà valutato in un secondo tempo».

La scelta della sede di Ambrì si basa su considerazioni logistiche e funzionali. Ad esempio, vi è una maggiore disponibilità di aule, spazi più adeguati e infrastrutture che a Rodi mancano, come la palestra o la piscina, strutture essenziali “che permettono di svolgere le attività scolastiche e sportive in modo più pratico e continuativo, senza dover ricorrere a spostamenti esterni”. «Si tratta di un'operazione volta a una migliore razionalizzazione delle risorse, ma anche e soprattutto a garantire agli allievi una sede scolastica di qualità, grande e, attualmente, poco occupata. E che nei prossimi anni verrà ristrutturata a tappe, con la partecipazione del Cantone per quanto riguarda il settore riservato alla scuola media», aggiunge Gendotti.

Condizione per l'unione delle sedi, il mantenimento dell'attuale modello di scuola inclusiva, inserita a Rodi e che negli anni ha garantito un'esperienza considerata positiva. Il mantenimento della scuola inclusiva garantirà “anche in futuro l’integrazione degli allievi con bisogni educativi particolari all’interno della scuola ordinaria, con il necessario sostegno pedagogico”.

Il processo aggregativo, precisa l'Esecutivo di Quinto, è stato accolto in modo positivo e assecondato dall'intero corpo dei docenti, il quale si è messo a disposizione “con spirito costruttivo e collaborativo per far proprio il processo di attuazione, garantendo l’attuale grande qualità scolastica e il benessere di tutti gli allievi coinvolti”. L'offerta al centro scolastico di Ambrì si completerà prossimamente con la creazione di un servizio pre e post orario scolastico. «Si tratta di un ulteriore tassello da apporre a un puzzle che vedrà la presenza nell'istituto dell'asilo nido, delle elementari, delle scuole medie, della scuola inclusiva e del pre e dopo scuola. Quest'ultimo servizio ci è stato fortemente richiesto dalla popolazione che si è espressa in un sondaggio organizzato su tutto il territorio dell'Alta Leventina. Questo permetterà ai genitori, la cui attività professionale inizia al mattino presto, di portare i bambini a scuola già tra le 7 e le 7.30».

Se la scuola elementare si accinge a unirsi, altrettanto non si può dire per la scuola dell'infanzia: la sua organizzazione rimarrà invariata, con due sedi attive, quella di Rodi (recentemente ammodernata e inserita in una struttura diversa rispetto alle Elementari) e quella di Ambrì. Una volta attuata la riorganizzazione degli spazi scolastici, i locali attualmente occupati a Rodi rimarranno inutilizzati. Tuttavia, il Municipio non intende lasciarli vuoti: «C’è la volontà di mantenere una certa vivacità attorno all'edificio. Al momento non abbiamo un disegno preciso, ma è verosimile che i locali saranno messi a disposizione di gruppi, associazioni varie, di yoga, di pilates, anche di attività semi-private. Ma non si scarta nemmeno l'ipotesi di cederli ad attività amministrative o commerciali, a condizioni favorevoli. A questo proposito, c’è l'esempio della ex Posta di Rodi, di proprietà del Comune e che abbiamo concesso a condizioni agevolate per l'insediamento di una parrucchiera, di un negozio a chilometro zero, di un commerciante di parquet. Insomma, il ventaglio delle possibilità è piuttosto ampio: l'importante è trovare una soluzione che garantisca all'edificio – e di riflesso alla zona circostante – di continuare a essere attivo».