Il gruppo Verdi/Fa in Consiglio comunale chiede lumi al Municipio di Bellinzona sul combustibile utilizzato nelle strutture del Rabadan

Perché è stato scelto di riscaldare capannone e tendine del Carnevale Rabadan di Bellinzona con un sistema di combustione a nafta? È questa in sostanza la domanda che pone il gruppo Verdi/Fa in Consiglio comunale al Municipio in un’interpellanza. Una scelta che secondo Lorenza Giorla-Röhrenbach, Sara Nisi ed Elisa Chiapuzzi “solleva numerosi interrogativi sotto il profilo ambientale, della sicurezza e della coerenza con le politiche comunali in materia di sostenibilità”, si legge nel testo. Ricordano inoltre che “in occasione dell'evento ‘Natale in Città’, per strutture analoghe era stato possibile optare per sistemi di riscaldamento alternativi, come la combustione a pellet, notoriamente meno impattante dal profilo ecologico”. Per quanto riguarda la questione ambientale, le tre consigliere comunali stimano, solo per il capannone centrale in piazza del sole, un consumo di nafta “di 525-600 litri al giorno”, mentre per ciascuna delle altre sette tendine di “260-300 litri al giorno”. E questo lo ritengono “uno spreco enorme di combustibile fossile”. Nell'ambito della sicurezza, sono invece preoccupate “per la presenza di grandi serbatoi di combustibile in aree ad alta affluenza di pubblico”.
Di conseguenza chiedono al Municipio se era a conoscenza del fatto che le tensostrutture del Rabadan venissero riscaldate con un sistema di combustione a nafta, se ha valutato l'impatto ambientale ed ecologico, se esistono direttive, raccomandazioni o vincoli comunali relativi al tipo di combustione ammesso per il riscaldamento di strutture temporanee durante eventi pubblici (e, in caso contrario, se intende elaborarne in futuro), se ritiene coerente continuare a permettere l'uso della nafta per eventi di questa portata su suolo comunale e se valuta la possibilità di premiare o incentivare gli organizzatori che scelgono soluzioni di riscaldamento alternative e sostenibili. Domandano inoltre se, considerando l'elevata affluenza di pubblico nei capannoni, sono state effettuate valutazioni specifiche in merito ai rischi per la sicurezza e alla prevenzione incendi legati all'uso della nafta. Insomma, Giorla-Röhrenbach, Nisi e Chiapuzzi chiedono all'esecutivo cittadino se in futuro “è disposto a imporre alla società Rabadan (o agli organizzatori di eventi analoghi) l'obbligo di optare per sistemi di riscaldamento meno inquinanti e più sicuri, quali pellet, pompe di calore o altre soluzioni alternative” e, più in generale, se “può indicare quali misure concrete intende adottare affinché situazioni analoghe non si ripetano e affinché venga garantita una maggiore attenzione sia all'ambiente, sia alla sicurezza della popolazione”.