BELLINZONA

Matrimonio violento, marito condannato a sette anni e un mese

La Carp ha ritenuto colpevole un uomo che per 14 anni ha inferto alla moglie violenze fisiche, psichiche e sessuali. Dieci anni di espulsione

26 gennaio 2026
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Sette anni e un mese di prigione, dai quali andrà dedotto il carcere preventivo e quello di sicurezza già sofferti. A tanto la Corte di appello e di revisione penale (Carp) ha condannato un cittadino straniero, reo di numerose e ripetute violenze domestiche. La Corte, presieduta dal giudice Angelo Olgiati (giudici a latere Ilario Bernasconi e Matteo Galante) lo ha ritenuto colpevole di violenza carnale, coazione sessuale ripetuta, esposizione a pericolo della vita altrui ripetuta, lesioni semplici qualificate ripetute e in parte tentate, coazione ripetuta e in parte tentata, minaccia qualificata ripetuta, violazione del dovere d’assistenza o educazione, vie di fatto qualificate ripetute, truffa per mestiere in parte tentata, falsità in documenti. Siccome per alcuni casi la Corte ha riconosciuto l'imputato colpevole di un reato minore rispetto a quanto appurato in primo grado, la pena risulta leggermente inferiore agli otto anni inflitti dal Tribunale penale cantonale. Oltre agli anni di carcere, la Corte ha pronunciato la sua espulsione dal territorio svizzero per la durata di 10 anni, con iscrizione al Sistema di informazione di Schengen (Sis). Dovrà altresì pagare alla moglie e a due minori un risarcimento per torto morale, nonché risarcire il danno causato alle assicurazioni civili truffate. La multa ammonta invece a 500 franchi.

Non ha dunque convinto i giudici l'atteggiamento dell'uomo che in entrambi i processi si era detto pentito (con tanto di lacrime), assicurando di aver sempre amato la moglie. E non ha fatto breccia neppure la tesi della patrocinatrice Elisa Lurati, secondo la quale era la moglie a utilizzare il sesso per tenere legato a sé un marito che non disdegnava le avventure extraconiugali. La Corte ha dato credito alla testimonianza della donna in fase istruttoria e alla requisitoria della procuratrice pubblica Valentina Tuoni, la quale ha dipinto i 14 anni di matrimonio come un lungo periodo di violenze sessuali, psichiche e fisiche (lesioni semplici, ginocchiate alle costole, in un caso con frattura, colpi con la cintura, sberle, pugni, calci in varie parti del corpo, colpi al capo con la parte piatta di un coltello...), tali da mettere in pericolo la vita della donna.

A carico dell'uomo anche una dozzina di truffe, perpetrate in compagnia di conoscenti, ai danni di assicurazioni per il danneggiamento di automobili. Accuse che il diretto interessato aveva puntualmente rimandato al mittente, ma alle quali i giudici della Carp, come già avevano fatto quelli di prima istanza, hanno creduto.