Il consigliere comunale Emilio Scossa Baggi (Centro) segnala che questa problematica può generare ritardi nell'arrivo sul posto dei soccorritori

Lo scorso ottobre un’ambulanza, chiamata a seguito di un grave infortunio domestico, è arrivata sul posto “con un imperdonabile ritardo”. Il motivo lo spiega il consigliere comunale del Centro Emilio Scossa-Baggi, che è anche vicepresidente della Croce Verde Bellinzona, in un’interrogazione: l'indirizzo – trasmesso direttamente in forma telematica sul mezzo d'intervento – era corretto, ma Google Maps ha portato i soccorritori in una via di Giubiasco, anziché Bellinzona. E questo “malgrado nell'impostazione sia stato inserito introdotto il codice postale corretto”. L'ambulanza, dopo ulteriori richiami e indicazioni vocali, è quindi arrivata a destinazione “solamente dopo parecchi minuti dalla chiamata, e non appena un paio come avrebbe dovuto essere”. Nel Comune di Bellinzona i casi di omonimia di vie e numeri civici sono diventati realtà a seguito dell'aggregazione. Una problematica che può generare “confusione e inconvenienti non da poco”, alla quale occorre “trovare nel limite del possibile una soluzione”.
Scossa-Baggi nel testo precisa che “il caso in oggetto non è certamente l'unico occorso con gli interventi dell'ambulanza, fortunatamente senza gravi conseguenze”. Ma se fosse stato un intervento di rianimazione, il ritardo “avrebbe indubbiamente compromesso l'esito del soccorso”. Il consigliere comunale ricorda inoltre che tale problematica era già stata segnalata in passato, anche al momento dell'aggregazione. Tuttavia la Città “ha ritenuto di non dover intervenire per sanare la situazione, menzionando l'esistenza di problemi limitatamente per le ditte che consegnano i pacchi postali e difficoltà nel cambiare nome a una via per motivi storici”. Nel caso in questione, però, la problematica relativa a vie con nomi analoghi in quartieri diversi, ha riguardato una questione sanitaria.
Scossa-Baggi chiede quindi al Municipio se è già stato sollecitato in merito a inconvenienti e/o malintesi “dovuti alle omonimie esistenti di vie e numeri civici nella Grande Bellinzona” e se non ritiene “di attivarsi per cercare di risolvere la questione sollevata”, cercando così di evitare “deplorevoli gravi conseguenze per possibili ritardi negli interventi dei mezzi di soccorso in generale”. In altre parole: “Non sarebbe finalmente il caso di rivedere la nomenclatura delle vie cittadine eliminando le omonimie?”, chiede il consigliere comunale del Centro. Domanda infine “chi porterebbe la responsabilità giuridica” nel caso in cui un ritardo dell'arrivo sul posto dei soccorritori abbia gravi conseguenze sul paziente.