A seguito del dramma di Crans-Montana, Elisa Chiapuzzi (Verdi-Fa) in un'interrogazione chiede al Municipio se sono previste misure supplementari

Dopo la tragedia di Crans-Montana, a Bellinzona c'è chi si interroga sulla sicurezza degli esercizi pubblici. In Città sono infatti presenti “diversi locali notturni situati in edifici storici e in spazi sotterranei con accessi limitati e configurazioni strutturali complesse”, rileva la consigliera comunale del gruppo Verdi-Fa Elisa Chiapuzzi in un’interrogazione (cofirmatarie Sara Nisi e Lorenza Giorla). E la sicurezza relativa a questi spazi – come vie di fuga, impianti antincendio, capienza massima e accessibilità per i soccorsi – “è un elemento essenziale per la tutela dei clienti e del personale”. A seguito del dramma avvenuto la notte di capodanno in Vallese – nel quale hanno perso la vita 40 giovani, e oltre 100 sono rimasti feriti – Chiapuzzi auspica quindi “una vigilanza permanente”, mettendo in pratica “qualsiasi provvedimento necessario per garantire la sicurezza nei locali”. E questo anche in vista “dell'imminente periodo carnascialesco”, durante il quale questi locali saranno “gremiti” di giovani.
La consigliera comunale nel testo chiede dunque al Municipio se “dispone di un elenco dei locali notturni, in particolare di quelli situati in locali sotterranei o seminterrati, e delle relative autorizzazioni di esercizio; quali verifiche strutturali e di sicurezza vengono effettuate prima del rilascio o del rinnovo delle licenze; con quali frequenze e da chi vengono effettuati i controlli antincendio (ditte preposte, polizia del fuoco, pompieri, altri)”. Domanda inoltre se tutti i locali sono “dotati di un numero sufficiente e adeguato di vie di fuga, di uscite di emergenza chiaramente segnalate e sempre accessibili”, così come “se sono presenti estintori e impianti di rilevazione del fumo laddove richiesto”. A questo proposito chiede pure in che modo viene “verificato il rispetto della capienza massima autorizzata soprattutto nei locali sotterranei”. Non da ultimo Chiapuzzi domanda se l'esecutivo cittadino ritiene che “l'attuale quadro normativo e i controlli siano adeguati” o se invece “emergono delle criticità”, e se sono “previste misure supplementari, quali controlli più frequenti nei locali a maggiore rischio, obblighi di formazione specifica per il personale o un rafforzamento delle sanzioni in caso di infrazioni”.
Da parte nostra ricordiamo che il sindaco Mario Branda, in una recente intervista rilasciata a ‘laRegione’, aveva già risposto ad alcuni quesiti posti nell'interpellanza: “Tutti gli esercizi pubblici di Bellinzona in attività dispongono di regolari autorizzazioni comunali e cantonali e sono perciò conformi, almeno sulla carta, alle prescrizioni antincendio”, aveva affermato, precisando che, stando alle prescrizioni entrate in vigore nel gennaio 2024, a dipendenza del tipo di locale, “le verifiche devono svolgersi ogni 5 o 10 anni”. Verifiche – da eseguire coinvolgendo specialisti del ramo – che incombono ai proprietari, i quali devono poi comunicarne l'esito al Municipio. Municipio che a sua volta “deve vigilare e accertare l’inesistenza di eventuali lacune o irregolarità”. Per quanto riguarda poi il periodo di Carnevale, Branda ha indicato che per ridurre al minimo ogni possibile rischio, “sono state imposte precise restrizioni e controlli in base ai nuovi criteri di protezione antincendio”.