Bellinzonese

Dopo le email elettorali Mps, spuntano quelle di un municipale

Bellinzona, il leghista Mauro Minotti ammette l’errore e si scusa: ‘Toglierò dal mio indirizzario politico i collaboratori della Città’

Nella foto (tratta da un post odierno di un candidato Mps) la mail di Minotti inviata nel 2019
22 febbraio 2024
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«Il Municipio di Bellinzona sbaglia ad accusare unicamente il Movimento per il socialismo di inviare email ai dipendenti comunali attraverso la posta elettronica della Città. Anche un municipale lo ha fatto, nel 2019 e 2023 in occasione delle elezioni cantonali, come dimostrano le foto che ho postato su Instagram. A ogni modo non ce l’ho con Mauro Minotti e anzi non vedo quale problema vi sia nello spedire delle mail su temi politici, ancorché di carattere elettorale. Si tratta pur sempre di questioni serie, che possono interessare chiunque. Ma se la regola vale per l’Mps, allora deve valere per tutti e l’informazione dev’essere completa, imparziale e non colpire soltanto l’Mps».

Piccola gaffe del Municipio turrito che dopo aver risposto all’interpellanza del capogruppo Plr Andrea Cereda sul caso Mps, si vede ora tornare indietro il boomerang. Le due immagini postate sui social da Mario Melchiorre – ex dipendente comunale in pensione, già presidente della Commissione del personale e ora candidato Mps al Municipio e Consiglio comunale – sono inequivocabili. In due email quasi identiche fra loro e inviate a quattro anni di distanza una dall’altra, il municipale leghista Mauro Minotti sollecita ‘amiche e amici’ affinché lo sostengano nell’urna in qualità di granconsigliere in occasione delle elezioni cantonali.

Due domande s’impongono: Minotti era cosciente di spedire email anche a dipendenti comunali? Il sindaco, al momento di rispondere due giorni fa in Cc alle domande del Plr, ne era al corrente? Interpellato dalla redazione, Minotti spiega che il suo indirizzario di posta elettronica comprende anche dipendenti comunali «per le comunicazioni inerenti a questioni del dicastero. Per quelle politiche... si è trattato di una svista. Un errore di cui mi scuso. Ora toglierò dagli invii politici i collaboratori della Città. A ogni modo, le mie email si limitano a sporadici appelli di sostegno e non sono sistematici». Dal canto suo Mario Branda apprezza le scuse e assicura che al momento di leggere la risposta in Cc, non era al corrente del côté Minotti.

Perché è vietato

Il sindaco, nel caso delle email inviate dall’Mps, ha spiegato in Cc che «quanto avvenuto costituisce un utilizzo non autorizzato e quindi abusivo della rete informatica di proprietà della città. La propaganda politica e partitica a favore di taluni gruppi o di singoli candidati non è consentita attraverso questo canale. Si prospetta inoltre una violazione delle norme sulla protezione dei dati e quindi ‘del diritto alla privacy’. La e-mail aziendale, con indirizzo personale, è infatti un dato personale e come tale va trattato; inoltre la rete informatica del Comune non può essere utilizzata per scopi diversi da quelli per i quali è prevista». Ha poi aggiunto che «non si è trattato della prima volta: la violazione di queste regole si è purtroppo ripetuta più volte. I dirigenti del partito sono stati richiamati e diffidati a più riprese. Inoltre l’indirizzo di posta elettronica dal quale partiva l’invio è stato di volta in volta bloccato. Ogni volta però è stato creato appositamente un nuovo indirizzo di posta elettronica (ancora sconosciuto al sistema della Città) per ovviare al blocco».

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