Bellinzonese

Erbacce nel ‘lago bianco’, il ghiaietto dovrà sparire

Il Consiglio comunale di Bellinzona ha accolto per un solo voto la mozione del Centro che proponeva di eliminare il fondo problematico

La situazione odierna
20 febbraio 2024
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Realizzata ormai dieci anni fa, la superficie in ghiaietto chiaro che caratterizza parte del Parco urbano di Bellinzona non è un bel vedere quando si riempie d’erbacce e obbliga gli operai comunali a estirparle generando costi alla Città per 20/25mila franchi annui. Il Municipio dovrà perciò stanziare un credito per sostituirla “con un altro fondo definitivo e decoroso che non ponga problemi di manutenzione”. Lo ha stabilito il Consiglio comunale accogliendo questa sera con un solo voto di scarto (17 sì, 16 no e 7 astenuti) la mozione del Centro che – giudicando pietoso lo stato di conservazione della ‘struttura alveolare rigida con riempimento degli interstizi in ghiaia biancastra’ – chiedeva la rimozione e sostituzione del cosiddetto ‘lago bianco’. Il plenum un po’ a sorpresa non ha dunque seguito le indicazioni del Municipio e della maggioranza della Commissione edilizia secondo cui lo ‘statu quo’ avrebbe potuto proseguire per vari motivi. Quello di fondo è che è opportuno attendere qualche anno al fine di meglio definire la destinazione e l'utilizzo del Parco urbano medesimo, nella sua parte sportiva dotato di spogliatoi per il gioco di calcio e rugby e a suo tempo voluto come area svago nei pressi di Liceo, Scuola media, Bagno pubblico e sede Irb con tanto di alberi, giochi d’acqua, albero del vento e baretto (mai realizzato).

‘Progettazione discutibile e con errori’

“È palese a tutti – sottolineava la maggioranza commissionale nel rapporto – che la progettazione del ‘lago bianco’ sia stata, a suo tempo, quanto meno discutibile e caratterizzata da errori. E che il costo di manutenzione sia oltremodo oneroso. La mozione così come espressa, tuttavia, risulta essere oltremodo vaga, chiedendo un credito per un'opera nemmeno definita né prevista. Non si può inoltre dimenticare che una volta terminata, la ristrutturazione del Liceo renderebbe probabilmente il Parco urbano più interessante; idem altri progetti ancora in divenire che porterebbero l'intero comparto a essere meno periferico e quindi più allettante per l'organizzazione di eventi vari”, i quali già attualmente vengono comunque proposti durante la bella stagione. Dal canto suo il Municipio ha evidenziato che – nonostante i costi di manutenzione non trascurabili e qualche problema con lo smaltimento delle acque meteoriche – il ‘lago bianco’ è tutt’oggi uno spazio idoneo all'organizzazione di eventi, con una sovrastruttura adatta a garantire la massima flessibilità, disponendo peraltro di tutti gli allacciamenti necessari per le manifestazioni (acqua, elettricità, canalizzazioni e illuminazione).

Quattro varianti scartate

A ogni modo alcune varianti sono state approfondite, ma tutte – stando a Municipio e commissione – presentano punti deboli. Prima, una pavimentazione bituminosa drenante: “Da scartare perché non sostenibile dal profilo climatico (isola di calore) ed estetico”. Idem per la seconda, ossia una pavimentazione in calcestruzzo drenante. La terza: nuova pavimentazione in grigliati di plastica o calcestruzzo a superficie parzialmente erbosa: “Ha lo svantaggio di dover essere irrigata in estate per evitare che il surriscaldamento del grigliato bruci l'erba. Inoltre sono notevoli i costi di realizzazione pari a 420'000 franchi più 150'000 per il sistema di smaltimento acque e 8mila per la manutenzione e irrigazione”. Infine la posa di un tappeto erboso (250mila franchi), variante preferita dai mozionanti ma ritenuta “poco opportuna poiché richiederebbe il ripristino dell'erba dopo ogni evento”. Come recita il proverbio, il meglio è nemico del bene.

Il dibattito

Il co-mozionante Emilio Scossa-Baggi durante il dibattito si è tolto il ghiaietto dalla scarpa definendo «pilatesca la trattazione della mozione e degradante l’attività svolta dagli operai comunali». Citando poi le parole del municipale Giorgio Soldini (capodicastero Ambiente) ha definito la situazione «un schivi». Mentre Soldini ha negato di essersi espresso in quei termini, dai tavoli del Plr Andrea Cereda ha motivato il no del gruppo ritenendo «non sopportabile l’onere per la realizzazione di un’alternativa». Claudio Buletti (Sinistra) ha caldeggiato una soluzione anche meno cara. Claudio Cattori (Centro) ha suggerito di traslare un milione di franchi dal Parco fluviale al Parco urbano. Per Tiziano Zanetti (Plr) la superficie «non è malvagia, il problema è che viene utilizzata troppo poco. Se usata di più e regolarmente, il problema si risolverebbe da solo grazie al calpestio». Il municipale Henrik Bang, capodicastero Opere pubbliche, ha ricordato che a causa della pandemia vi sono stati tre anni di inutilizzo e «la ripresa degli eventi, la scorsa estate, ha da sola risolto metà del problema». Il plenum ha invece deciso che dovrà essere risolto alla radice.

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