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25.01.2023 - 18:21
Aggiornamento: 19:03

Dopo l’abuso sessuale in discoteca, colpevole anche di truffa

L’uomo, già condannato in via definita per i fatti de La Fabrique, si è pure macchiato di un raggiro ai danni di una banca e di alcuni esercizi pubblici

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Ti-Press

Nuova condanna per il 35enne già giudicato colpevole in via definitiva per aver abusato sessualmente di una ragazza ubriaca nei bagni de La Fabrique di Castione. Questa mattina – tenendo conto della sentenza in Appello relativa ai gravi fatti avvenuti in discoteca la notte del 23 gennaio 2015 (confermata la pena detentiva di 2 anni e 10 mesi parzialmente sospesi per il reato di atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere) – la Corte delle assise correzionali di Bellinzona gli ha inflitto 10 mesi interamente da espiare (che l’uomo sta scontando in un carcere d’Oltralpe) per ripetuta truffa (in parte tentata), falsità in documenti e un’altra serie di reati minori. I fatti principali di cui si è macchiato l’imputato risalgono al periodo tra luglio 2017 e marzo 2018, ben prima del processo in prima istanza del marzo 2021 in merito all’abuso sessuale.

Si sono spartiti circa 130mila franchi

In qualità di responsabile di alcuni lavori di ristrutturazione da effettuare sul fondo di proprietà di una persona considerata complice, ha sottoscritto una serie di fatture gonfiate (ciò che configura il reato di falsità in documenti) per giustificare il prestito ipotecario concesso da una banca. Dei circa 130mila franchi ricevuti, solo 20mila sono stati utilizzati per la ristrutturazione. I rimanenti 110mila sono stati spartiti tra i due complici per scopi estranei ai lavori: 40mila al correo e 70mila al 35enne. Nell’atto d’accusa – riconosciuto integralmente dall’imputato, patrocinato dell’avvocato Niccolò Giovanettina – la procuratrice pubblica Anna Fumagalli sottolinea l’inganno messo in piedi con astuzia dai due, consci che la banca non avrebbe proceduto all’immediato controllo dello stato di avanzamento dei lavori. Alla domanda del giudice Amos Pagnamenta, l’uomo ha risposto di aver agito in tal modo poiché si trovava in grandi difficoltà finanziarie, avendo perso il lavoro e con gli obblighi di mantenimento della figlia ai quali far fronte.

Cene e soggiorni in hotel mai pagati

L’imputato non ha comunque rinunciato a importanti spese in ristoranti e hotel, che non ha tuttavia mai pagato. Nell’atto d’accusa si parla di cene e vari pernottamenti in alberghi (con anche prestazioni di ristorazione) per un totale di 6’100 franchi suddivisi in 5 episodi. Si è fatto mandare scontrini e fatture promettendo bonifici mai effettuati oppure ha lasciato alberghi di soppiatto senza saldare il conto.

L’uomo è stato anche giudicato colpevole di essersi recato in banca per prelevare 2’000 franchi dal conto di un conoscente, avendo precedentemente ottenuto la fotografia della sua Visa con un falso pretesto. Il tentativo è sfumato quando il funzionario della banca gli ha chiesto di presentare un documento d’identità, ciò che lo ha costretto ad allontanarsi con la scusa di andare a prendere in macchina quanto richiesto, senza poi fare ritorno. Nell’ambito di un processo svoltosi con la procedura di rito abbreviato (le parti hanno accettato la proposta di giudizio dell’atto d’accusa), questa mattina la Corte ha condannato l’uomo anche per i reati di appropriazione indebita, ingiuria, minaccia, furto e trascuranza degli obblighi di mantenimento.

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Abuso sessuale alla Fabrique, pena confermata

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