02.12.2022 - 16:07
Aggiornamento: 04.12.2022 - 13:23

Meno costruzioni a Bellinzona? Attese le valutazioni del Cantone

Il Municipio risponde a un’interpellanza del gruppo Verdi/Mps/Fa: terrà conto della revisione del Piano direttore cantonale decisa dal Consiglio federale

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Come noto, recentemente il Consiglio federale ha rivisto il fabbisogno di unità insediative all’orizzonte di 15 anni, nell’ambito della revisione delle schede R1, R6 e R10 del Piano direttore (Pd) cantonale. In altre parole, il governo nazionale "ritiene che la crescita di popolazione e di posti per il lavoro per il Ticino con orizzonte 2040 sia inferiore a quanto ipotizzato dalle schede di Pd adottate dal Gran Consiglio". Di conseguenza "il dimensionamento dei Piani regolatori dovrà tener conto dei nuovi parametri". Tuttavia, "le ripercussioni del cambiamento saranno note solo dopo aver ottenuto le indicazioni di plausibilità da parte del Cantone". È quanto afferma il Municipio di Bellinzona in risposta all’interpellanza presentata dal gruppo Verdi/Mps/Fa in Consiglio comunale nella quale, in sostanza, si chiedeva quali conseguenze avrebbero avuto le modifiche apportate dal Consiglio federale alle citate schede sulla Città.

‘I principi cardine del Pac sono più che mai attuali’

Gli interpellanti avevano fatto notare che il Programma d’azione comunale (Pac) di Bellinzona, approvato dal legislativo, prevedeva all’orizzonte del 2040 un fabbisogno di circa 11’000 abitanti a fronte di una disponibilità di riserve edificatorie abitative di 15’000-17’000 unità insediative. Tuttavia, le schede del Piano direttore cantonale, pubblicate lo scorso 19 ottobre, parlano di una crescita dell’intera area Bellinzonese e Tre Valli di soli 6’600 abitanti entro il 2040. Verdi/Mps/Fa ritenevano che questo calo porterebbe a un aumento delle eccedenze di riserve edificatorie che quindi dovrebbero essere ridotte. Chiedevano di conseguenza al Municipio se ritenesse ancora attuale il Pac o se dovesse essere rivisto in base ai nuovi riferimenti imposti dalla Confederazione. Stando all’esecutivo, i principi cardine del Pac (sviluppo policentrico; attenzione verso ambiente, paesaggio e patrimonio territoriale; mobilità sostenibile; poli di sviluppo multifunzionale; riordino delle zone edificabili; adattamento climatico e intergenerazionalità) sono ritenuti ancora tutti "più che mai attuali". Tuttavia, anch’essi dovranno essere declinati "in base all’esito della verifica del dimensionamento del Piano regolatore, che potrà determinare e orientare le priorità e le strategie d’azione necessarie". Non sembra dunque necessaria, secondo il Municipio, una revisione del Pac, ma solo un adattamento ai nuovi parametri relativi alle schede del Piano direttore che saranno comunicati dal Cantone.

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