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laR
 
30.11.2022 - 14:25

Nei bandi svelate cifre e atout della nuova Officina Ffs

Castione: sulle opposizioni le Ffs mirano a trovare una soluzione condivisa entro fine 2022. Confermati centrale a cippato, tetti verdi e fotovoltaico

nei-bandi-svelate-cifre-e-atout-della-nuova-officina-ffs
Consorzio Al Galett/Ffs
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Si sentono quasi le ruspe in azione. È questa la sensazione che si prova leggendo sul portale del Sistema informativo sulle commesse pubbliche in Svizzera (simap.ch) il preannuncio del bando di concorso per i lotti 1 e 2, quelli principali, della nuova Officina di manutenzione Ffs prevista a Castione con un investimento totale pari a 580 milioni di franchi. La procedura realizzativa dunque avanza, sebbene siano ancora pendenti sia quattro opposizioni all’Ufficio federale dei trasporti contro i piani pubblicati la scorsa primavera, sia il ricorso al Tribunale federale interposto dal gruppo Mancini & Marti, attivo nella parte sud del medesimo comparto, contro la decisione di non legittimità a ricorrere pronunciata dal Tribunale amministrativo federale sulla riservazione d’area. Per quanto riguarda le opposizioni interposte dalle associazioni ambientaliste Wwf, Ficedula e Pro Natura, dal Municipio di Losone, dall’Unione contadini e dal gruppo Mancini & Marti, le Ffs interpellate dalla ‘Regione’ spiegano che «i singoli colloqui proseguono e prevediamo di trovare una soluzione condivisa entro fine 2022». Dal canto suo l’avvocato Franco Gianoni a nome del gruppo Mancini & Marti ribadisce la richiesta di base (costruire il nuovo stabilimento sull’area dell’ex Monteforno a Bodio-Giornico) e in via subordinata la modifica dei piani e maggiori indennizzi in denaro, aggiungendo però di aver nel frattempo ottenuto qualche aggiustamento del progetto ferroviario per quanto riguarda dettagli relativi ad esempio alle vie d’accesso.

Pannelli solari su 15mila metri quadrati

Il bando, dicevamo. I dati contenuti indicano la straordinaria mole del complesso industriale nel quale lavoreranno 360 collaboratori impegnati principalmente nella manutenzione dei moderni elettrotreni. Dapprima un’ulteriore nota positiva – dal profilo ambientale questa volta – emersa peraltro recentemente durante l’incontro del Municipio di Bellinzona col quartiere di Claro: l’officina potrà infatti beneficiare di una centrale a cippato di legna che insieme a un impianto fotovoltaico di 15mila metri quadrati e dotato di una potenza pari a 2,8 megawatt contribuirà a soddisfare, almeno in parte, la forte esigenza energivora. Il primo lotto comprende lo scavo generale e i lavori preparatori, come pure l’organizzazione del cantiere in vista dell’avvio delle attività del secondo lotto.

Lungo 370 metri e alto 24

Il secondo lotto comprende la realizzazione dello stabilimento, centrale a cippato inclusa, degli edifici secondari (quelli tecnici e un impianto per il pretrattamento delle acque) e delle sistemazioni esterne con piazzali e zone verdi. Le prestazioni sono previste in modalità ‘impresa totale’ che include le prestazioni di progettazione e quelle d’opera. "Lo stabilimento – viene specificato – è un edificio dalla forma compatta e di grandi dimensioni: la lunghezza, incluso il capannone logistica, è di circa 370 metri e l’altezza di 24". Progettato dal Consorzio Al Galett con a capo lo studio di architettura Orsi & Associati di Bellinzona, lo stabilimento è costituito da "una struttura portante monopiano in carpenteria metallica caratterizzata da grandi luci (fino a 65 metri), mentre gli ambienti multipiano destinati a uffici e a lavorazioni di piccole componenti sono previsti con strutture verticali in carpenteria metallica e strutture orizzontali di piano miste acciaio-calcestruzzo". La composizione delle facciate "è caratterizzata da una fascia vetrata trasparente e semitrasparente alta sei metri, che corre lungo tutto il perimetro dell’edificio, e una parte superiore metallica che va fino al tetto". Il tetto in lamiera a shed, anche detta a denti di sega, misurerà 29mila metri quadrati e sarà affiancato da un tetto verde estensivo di 17’400 metri, più numerose installazioni tecniche.

L’italiano come lingua principale

Alcune cifre del secondo lotto: calcestruzzo 50’000 metri cubi, acciaio 11’000 tonnellate, impianti per la produzione di caldo 6,4 MWatt, per il freddo 4 MWatt e impianto elettrico 6 MWatt. Pure previsti 45mila metri quadrati di pavimenti industriali, equivalenti a sei campi da calcio. Per l’involucro esterno le facciate vetrate misureranno 4’000 metri quadrati, le facciate opache 12’000, quelle in policarbonato 2’500, finestre in policarbonato 8’000. Quindi le sistemazioni esterne: 3’000 metri di zone verdi e 15’500 pavimentate. Quanto ai requisiti minimi per le figure professionali coinvolte nella gestione del mega cantiere, si specifica che "tutte le persone chiave devono essere di lingua madre italiana o avere delle conoscenze di italiano orale e scritto pari al livello C1 secondo il Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue". Termine per la presentazione delle offerte, il 26 maggio 2023. Entrata in servizio 2026.

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