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05.10.2022 - 18:55
Aggiornamento: 19:42

Villaggio di Natale e pista di ghiaccio confermati a Bellinzona

Il Municipio ha fissato le misure di risparmio energetico ma senza rinunciare alle principali attrattive per le famiglie. Salvo anche il Rabadan

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Piazza del sole addobbata a festa

Villaggio di Natale confermato in piazza del Sole e anche la pista di ghiaccio per il pattinaggio. Il Municipio di Bellinzona ha adottato oggi le misure di contenimento energetico previste durante l’autunno e l’inverno con l’obiettivo sia di contenere i consumi generali e anche quelli generati dai servizi comunali, sia di sensibilizzare la popolazione nell’ottica di un risparmio energetico in linea con le raccomandazioni provenienti da Confederazione e Cantone, affinché non si debba intervenire con dei razionamenti. I dettagli delle misure prese nella Turrita e valide per i 13 quartieri saranno resi noti domani tramite un comunicato stampa; ma il sindaco Mario Branda rassicura già oggi sul fatto che non mancheranno i consueti allestimenti in vista delle festività natalizie, si pensi specialmente al capannone con strutture annesse per grandi e bambini in piazza del Sole. Da vedere come sarà inglobata l’eventuale offerta per assistere in buona compagnia ai Mondiali di calcio in Qatar con finale in agenda il 18 dicembre.

I tagli concordati con gli altri centri

Quanto alle altre misure, durante l’ultimo incontro fra i sindaci dei maggiori centri ticinesi tenutosi il 30 settembre a Monte Carasso, sono state definite delle linee guida comuni: si parte dalla "rinuncia o significativa riduzione dell’illuminazione notturna di edifici e monumenti storici", passando per la "riduzione dell’intensità dell’illuminazione pubblica, laddove non già in atto"; la "limitazione della temperatura negli edifici pubblici comunali"; la "rinuncia o riduzione importante dell’illuminazione natalizia". C’è poi la "raccomandazione a commercianti di spegnimento delle vetrine a partire dalle ore 22", per arrivare all’"individuazione di misure volte al contenimento dei consumi nell’allestimento di villaggi natalizi, laddove previsti con o senza piste di ghiaccio". Nel caso di Bellinzona, con pista.

‘Senza pieno di energia possiamo tanto chiudere’

Con la speranza che il virus non torni ancora una volta a rovinare la festa dopo due anni consecutivi di stop, la Società Rabadan sta lavorando per un’edizione 2023 completa, senza piani B, del Carnevale bellinzonese in agenda dal 16 al 21 febbraio prossimi. La richiesta volta a ottenere i permessi per la 160esima edizione è stata inoltrata nei giorni scorsi al Municipio. Pur dicendosi fiducioso che le cose questa volta filino lisce, il presidente Giovanni Capoferri non nasconde un po’ di preoccupazione, da una parte per le temute limitazioni pandemiche e dall’altra per le indicazioni politiche provenienti da più livelli – federale e cantonale in primis – secondo cui anche la Svizzera quest’inverno sarà confrontata con un approvvigionamento energetico ridotto. Un quadro che rischia di indurre tutti gli utilizzatori, grandi e piccoli, a varare puntuali azioni di risparmio. Dobbiamo attenderci un Rabadan oscurato e/o silenziato, o comunque un po’ meno luminoso e chiassoso? «Una risposta ancora non l’abbiamo – spiega Capoferri – ma va da sé che i bagordi non sarebbero bagordi con una limitata disponibilità di corrente». Detto altrimenti, «se le autorità superiori dovessero imporre decise limitazioni a carico dei grandi eventi, per noi sarebbe la fine. Possiamo tanto chiudere». Interpellato in merito dalla redazione, il sindaco tranquillizza spiegando che «per il momento non si pensa di ridurre l’apporto elettrico al Rabadan. Tuttavia molto dipenderà da come evolverà la situazione nei prossimi mesi: se la Confederazione dovesse imporre misure drastiche, temo che dovremo tutti adattarci».

‘Sarebbe la fine’

In tal caso Capoferri più volte ribadisce il concetto "sarebbe la fine". Come mai? Due le risposte. La prima arriva dal passato, quando si è detto e ribadito che la Società Rabadan è confrontata con costi fissi (per la sede di Carasso, ad esempio, ma non solo) che possono venire coperti abbastanza agevolmente solo se si riesce a organizzare il Carnevale in condizioni normali e non limitate. In questo senso le due edizioni cancellate dopo quella del 2020, proposta quando la prima ondata pandemica stava per affacciarsi sul Ticino, hanno pesato parecchio sulle finanze; una terza finirebbe per avvicinare la società al deposito dei bilanci in Pretura.

‘Cortei ridotti rispetto al passato’

La seconda risposta – evidenzia Capoferri – tocca da vicino il grande entusiasmo che per decenni ha fatto da propulsore in Ticino alla tradizione carnascialesca: «Gruppi, guggen, carristi, tendine e comitati organizzatori grandi e piccoli hanno sempre trovato stimoli per rinnovarsi al loro interno e riproporsi, stagione dopo stagione, con idee ed edizioni divertenti e accattivanti, creando ambiente e rinsaldando i rapporti sociali. Purtroppo negli ultimi due anni abbiamo assistito a un rallentamento di tutto ciò. A una certa disaffezione. Già in tempi normali organizzare un Carnevale non è uno scherzo, figuriamoci in tempi di Covid quando a dominare è l’incertezza. E così a molte persone è un po’ passata la voglia e hanno trovato altro da fare, altri passatempi». Nel concreto, «in occasione delle recenti riunioni abbiamo capito che dopo due anni di pandemia c’è una certa difficoltà per carristi e gruppi nel reclutare nuove persone disposte a mettersi a disposizione». A Biasca sono per esempio scomparsi due dei quattro gruppi di carristi. A Mendrisio un gruppo che faceva carri, si limiterà a fare… il gruppo senza carro. Per alcune realtà – aggiunge ancora Capoferri – c’è poi anche la questione della mancanza di spazi per preparare i carri: «Nel senso che vi sono a disposizione dei capannoni, ma non si riesce a trovare superfici adatte sui quali allestirli». È ancora presto, conclude il presidente del Rabadan, «ma è probabile che ci saranno rinunce e nel 2023 vedremo dunque dei cortei, temo anche quello di Bellinzona, un po’ ridotti rispetto al solito».

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