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03.10.2022 - 18:16
Aggiornamento: 18:40

Pecore moribonde: ‘Chi avrebbe dovuto tutelare la loro salute?’

I Verdi (primo firmatario Marco Noi) interrogano il Consiglio di Stato in merito al gregge abbandonato a se stesso in zona diga del Lucendro

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Una delle foto scattate dai due escursionisti

Finisce anche sul tavolo del Consiglio di Stato l’articolo da noi pubblicato lo scorso 29 settembre nel quale segnalavamo un caso di incuria nei confronti di un gregge di pecore presente in zona diga del Lucendro, sul massiccio del San Gottardo. Una coppia di escursionisti ha infatti raccontato (e documentato) di aver visto animali abbandonati a sé stessi, feriti, malati e addirittura deceduti. I Verdi (primo firmatario Marco Noi) hanno quindi presentato un’interrogazione nella quale chiedono innanzitutto al governo "quale tra i vari uffici cantonali avrebbe dovuto dar seguito alle segnalazioni" ricevute, durante tutto il mese di agosto, sia dal veterinario cantonale, sia dalla Società protezione animali. Ricordiamo che quest’ultima ci aveva detto che, trattandosi di animali da reddito, della salute delle pecore in questione se ne sarebbe dovuto occupare il Cantone. L’Ufficio del veterinario cantonale aveva da parte sua affermato di aver girato il dossier alla Sezione dell’agricoltura. Sezione che però aveva negato in modo categorico il suo coinvolgimento diretto, rispedendo la palla nel campo dell’Ufficio del veterinario cantonale. "Insomma, sembra impossibile sapere quale tra i vari uffici avrebbe dovuto tutelare il benessere degli animali, come tra l’altro impone la legge", si legge nell’interrogazione.

Una lunga serie di domande

Noi pone quindi al Consiglio di Stato ulteriori domande: "Come è possibile che per un intero mese (30 giorni) nessuno abbia avuto il tempo di verificare cosa stava succedendo? L’Ufficio del veterinario cantonale ha mezzi a sufficienza per far applicare la legge sulla protezione degli animali che, tra le altre cose, impone ai proprietari la salvaguardia della salute di questi ultimi?". Chiede poi se il proprietario delle pecore decedute riceverà indennizzi per il mancato guadagno, se sarà multato per aver abbandonato gli animali al loro destino, se riceve sussidi e se ha la responsabilità anche di altri greggi. E ancora: "Chi è tenuto a verificare l’idoneità degli allevatori che chiedono sussidi? È già successo che i sussidi siano stati negati a richiedenti giudicati non idonei?". Il deputato ecologista domanda pure se sia stato stabilito che cosa abbia ucciso le pecore. In caso contrario, il governo "può escludere che non ci sia (stata) un’epidemia in corso e che la salute degli animali e dell’uomo non sia in pericolo?". A livello statistico Noi chiede poi lumi sulle perdite annue delle greggi ovicaprine in Ticino per "cause naturali (malattie), cause meteorologiche (fulmini, temporali), lupo (predazioni), altro (infortuni…). Infine fa notare che nel 2000 è stato condotto un interessante studio sui metodi di custodia e sulle perdite di bestiame minuto in Ticino nel quale si evidenziava che parecchi animali dell’allevamento ovicaprino muoiono annualmente per malattia o traumi dovuti a diversi motivi. "Sono stati fatti aggiornamenti di questo studio? In caso negativo, non ritiene necessario il Consiglio di Stato promuoverne un aggiornamento?".

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