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14.09.2022 - 16:06
Aggiornamento: 20:17

La casa anziani Greina di Bellinzona presto in mani cittadine

Municipio e Cooperativa valutano una prima fase di gestione comunale e una successiva cessione della struttura che richiede investimenti per 20-25 milioni

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La struttura è stata inaugurata nel 1966

Il settore anziani della Città di Bellinzona potrebbe presto arricchirsi di una quinta struttura che andrebbe ad aggiungersi alle tre case di riposo comunali Pedemonte, Mesolcina e Sementina e al Centro Somen pure di Sementina. Recentemente sono infatti state avviate riflessioni riguardo al futuro della Casa anziani Greina: di proprietà e gestita dalla Società cooperativa costruzioni, conta attualmente 59 posti letto (di cui la metà in camere doppie) e 94 collaboratrici e collaboratori. L’odierna assemblea della Cooperativa verrà compiutamente informata dei passi nel frattempo intrapresi, contemporaneamente alla Commissione della gestione del Consiglio comunale convocata dal Municipio. La novità è peraltro abbastanza in linea con la mozione depositata lo scorso novembre dal Movimento per il socialismo che chiede la messa in rete delle varie strutture pubbliche e non (Greina inclusa, ma anche Aranda di Giubiasco, Paganini Re di Bellinzona e Visagno di Claro) presenti nel comprensorio aggregato tramite la costituzione di un apposito ente comunale anziani e aiuto domiciliare sottoposto alla vigilanza diretta del Consiglio comunale, competente anche per la fissazione degli obiettivi strategici, l’approvazione dei conti e degli investimenti, nonché la nomina degli organi statutari.

La pandemia ha evidenziato i limiti strutturali

Il tutto coincide da una parte con le dimissioni rassegnate dal direttore Andrea Bordoli in carica da dieci anni, il quale dal prossimo gennaio lavorerà al Cantone; e dall’altra con la necessità di avviare un’ampia ristrutturazione, o un rifacimento completo, dell’edificio presente dal 1966 in via Pizzo di Claro 43. Ciò che in base al progetto di massima elaborato ancora prima della pandemia, e tenuto in stand-by anche per degli approfondimenti sulle superfici necessarie, richiederà un investimento di 20-25 milioni di franchi. Qualora non solo la gestione dovesse passare in mani comunali dal 2024, ma anche la proprietà, bisognerà capire se la Società cooperativa – titolare in Ticino di alcune altre proprietà immobiliari – sarà disposta a mettere a disposizione propri fondi per finanziare o cofinanziare l’eventuale piccola parte non coperta dall’importante contributo cantonale previsto per legge in questi casi. L’investimento si rende necessario non da ultimo per eliminare le camere doppie ormai non più richieste dagli ospiti. «La ristrutturazione totale, che segue quella parziale del 1993 e l’ampliamento del 2005, mira anche a risolvere i limiti infrastrutturali accentuati dalla pandemia», spiega il direttore alla redazione. L’operazione «richiede insomma un impegno finanziario molto importante, cui l’attuale proprietà non sarebbe in grado di far fronte da sola non avendo risorse illimitate. Dal profilo gestionale la cooperativa dispone invece di apposite riserve». Determinanti saranno dunque le valutazioni del Cantone in materia di sostegno finanziario.

‘Sinergie ed economie di scala oggi non attuabili’

In un comunicato stampa la Cooperativa presieduta da Luca Borner informa che "d’intesa con l’Ufficio cantonale degli anziani e cure a domicilio, preso atto delle dimissioni rassegnate dal proprio direttore e delle ingenti sfide organizzative e operative che attendono la società nel prossimo futuro, nelle scorse settimane ha contattato il Municipio cittadino in vista di un possibile trasferimento della struttura nella rete anziani del Comune". L’operazione – viene specificato – è caldeggiata dai preposti servizi del Dss e rientrerebbe nella strategia cantonale di Pianificazione integrata del settore anziani e cure a domicilio 2021-30. Approvata dal Consiglio di Stato e in fase di approvazione da parte del Gran Consiglio, prevede di sostenere l’integrazione tra case per anziani. "L’Ufficio anziani e cure a domicilio del Cantone – sottolinea la cooperativa – caldeggia dunque che la nostra Casa anziani entri a far parte della rete anziani cittadina. Tale soluzione consentirebbe accentuate sinergie ed economie di scala oggi non attuabili".

Gestione transitoria nel 2023

Dal canto suo il Municipio, d’intesa con la direzione delle proprie Case anziani, confrontato con la richiesta della Società cooperativa e del Cantone, ha acconsentito a un’entrata in materia: "Negli scorsi giorni sono quindi state avviate discussioni e approfondimenti per valutare la fattibilità di un inserimento nella comunale, con il possibile passaggio di proprietà, a partire dal 2024", prosegue il comunicato. Parallelamente, con l’Ufficio cantonale "si stanno definendo le modalità per permettere alla Casa anziani Greina di operare nel 2023 in regime transitorio con la supervisione del Settore anziani della Città". Se, col supporto del Cantone, le discussioni e gli approfondimenti "permetteranno di trovare una soluzione per il passaggio alla Città in grado di garantire le condizioni contrattuali dei collaboratori interessati e senza ripercussioni negative sulle finanze della Città, la formalizzazione dell’operazione potrà avvenire nel corso del 2023". Nel frattempo, come detto, la Città attraverso la propria Direzione generale delle case anziani supporterà la Greina nella gestione transitoria. In conclusione la Cooperativa Greina coglie l’occasione per ringraziare il proprio direttore Andrea Bordoli "per l’eccellente lavoro svolto in questi anni".

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‘Un ente comunale’ per tutte le case anziani di Bellinzona

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