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04.09.2022 - 17:36
Aggiornamento: 19:49

Muore un 14enne varesino nei pressi della capanna Scaletta

Il giovane stava percorrendo il sentiero di Pian Geirètt. Feriti e ricoverati altri due coetanei, fra cui quello andato in loro soccorso

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Ti-Press

Un’altra disgrazia in montagna oggi nell’Alto Ticino. In un’estate funestata da diverse cadute mortali, a perdere la vita poco prima di mezzogiorno è stato un 14enne varesino nei pressi della capanna Scaletta, sopra il Comune di Blenio, mentre percorreva in compagnia di una comitiva formata da una ventina di lombardi il sentiero (non ufficiale) del Pian Geirètt. Dalle prime ricostruzioni il giovane ha inciampato ed è precipitato per un centinaio di metri. Nel cadere ha travolto un altro 14enne, membro dello stesso gruppo, anch’egli italiano e residente in provincia di Varese, il quale ha terminato la caduta nel riale sottostante. Un loro coetaneo del Mendrisiotto, non facente parte della comitiva e presente in zona insieme alla madre, volendo verificare cosa fosse successo ha quindi cercato di soccorrere i due ragazzi, ma è a sua volta precipitato. Sul posto per il dispositivo di soccorso oltre ad agenti della Polizia cantonale sono intervenuti i soccorritori della Rega e del Soccorso alpino svizzero, che non hanno potuto che constatare la morte del primo 14enne caduto; gli altri due giovani sono stati trasportati in elicottero all’ospedale. A detta dei medici hanno riportato ferite gravi e la loro vita potrebbe essere in pericolo. Al fine di prestare sostegno psicologico ai familiari dei giovani caduti e ai presenti è stato richiesto l’intervento del Care Team.

‘Prontezza d’intervento’

Stefano Scapozza, vicepresidente della Società alpinistica ticinese Sat Lucomagno proprietaria della capanna Scaletta, nonché capocolonna del Soccorso alpino svizzero di Olivone, ricevuto l’allarme si è attivato immediatamente mettendosi a disposizione con i propri colleghi. La Rega, giunta sul posto della disgrazia con due elicotteri provenienti dalla base di Magadino e da Oltralpe, ha issato a bordo l’alpinista Sas ‘specialista elicottero’ che esegue in coppia insieme al medico di bordo la discesa con l’argano sui luoghi degli incidenti che si verificano in zone impervie e mette in sicurezza la zona per assicurare la corretta presa a carico della vittima. Oggi il recupero della salma e dei due coetanei feriti è stato svolto dalla Rega molto rapidamente e il Sas preallertato non è dovuto entrare in azione, specialista elicottero a parte. «Mi sono però recato sul posto per verificare la situazione e farmi un’idea precisa di quanto accaduto», spiega Stefano Scapozza alla ‘Regione’: «Frangenti molto delicati, durante i quali è stato peraltro molto importante assicurare una rapida e concreta vicinanza alla madre del giovane che ha tentato di soccorrere i due coetanei», consentendole così di occuparsi del figlio ferito elitrasportato all’ospedale.

‘Restare sui sentieri ufficiali’

Fra i consigli che Scapozza si sente di dare «c’è sicuramente quello di percorrere i sentieri ufficiali e di non avventurarsi in zone impervie. I sentieri marcati con i colori bianco-rosso-bianco sono riconoscibili e sottoposti a regolare manutenzione; inoltre vengono sbarrati qualora, per qualche motivo, non siano percorribili. Ovviamente possono presentare dei rischi, trattandosi di sentieri di montagna, ma nel limite del possibile sono sicuri e ben percorribili dagli escursionisti muniti del giusto equipaggiamento, a cominciare dalle calzature». Specialmente negli ultimi anni, conclude il responsabile della colonna di soccorso Sas di Olivone, «la montagna è diventata di tutti, ma non tutti sono adeguatamente preparati per affrontare la montagna». La campagna cantonale ‘Montagne sicure’ ha ripetutamente affrontato questo tema durante l’inverno e in estate; un impegno nel sensibilizzare che troppo spesso si scontra purtroppo con la fatalità.

Un’estate nera

È l’ennesimo incidente fatale di un’estate nera. La serie d’infortuni in quota è cominciata a inizio giugno quando a perdere la vita è stato dapprima un 66enne mesolcinese caduto sul Pizzo di Claro e poi un 53enne tedesco precipitato da un sentiero a Frasco. Il 10 luglio a rimanere vittima della montagna è invece stato un 64enne del Luganese caduto in un burrone in zona del Cogn di Camadra, in alta Val di Blenio. Otto giorni più tardi un 34enne italiano ha perso la vita in zona Valegg da Cansgell, in valle Verzasca. Il giorno dopo, questa volta nella vicina Vallemaggia, in territorio di Cevio, un 65enne escursionista zurighese è fatalmente scivolato sul Pizzo Cristallina. L’ultimo incidente in ordine di tempo è occorso il 25 luglio: un 45enne domiciliato a Sant’Antonino ha perso la vita vicino al laghetto di Morghirolo, in Leventina, sopra Dalpe. Ma in tutto l’arco alpino quest’estate è stata una successione di incidenti mortali: le emergenze, più o meno gravi, sono in costante aumento, tant’è che rispetto al 2019 l’anno scorso i soccorritori sono stati chiamati in causa il 20% in più (ovvero 3’680 volte), come riportato dalle statistiche delle organizzazioni di soccorso alpino.

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